Modena, la "banda delle bancarotte": 10 arresti della polizia. Coinvolti un notaio, due avvocati e due commercialisti
Accusati di vari reati tra cui bancarotta fraudolenta, riciclaggio, auto-riciclaggio, falso in atti pubblici ed attestazioni, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
MODENA La Polizia di Modena, diretta dalla Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. p nei confronti di 10 soggetti, (9 con il beneficio degli arresti domiciliari ed uno in carcere), sospettati di essere parte di un’associazione a delinquere con base operativa a Modena finalizzata alla commissione di delitti di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, auto-riciclaggio, falso in atti pubblici ed attestazioni, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Dalle indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, è emerso che l’associazione criminale operava avvalendosi di due avvocati e di un notaio modenesi, di un ingegnere di Bologna e di due commercialisti (uno di Modena e l’altro di Milano), nonché di alcuni prestanomi che col pretesto di salvare le imprese, presentavano proposte di concordato strumentali, al solo fine di posticipare la doverosa dichiarazione di fallimento delle società coinvolte.
Di conseguenza, quando interveniva il fallimento delle società gestite dagli indagati, l’attivo fallimentare risultava azzerato e le società si presentavano come “scatole vuote”.
Al contempo, sempre grazie alla complessa rete societaria gestita dal gruppo criminale, le risorse così distratte ai creditori venivano reimpiegate in attività finanziarie gestite dall’ex avvocato e dai suoi complici all’estero, ed in particolare in Bulgaria.
L'INDAGINE
Tutto è nato da un controllo della Polizia a Modena, nel 2016, sotto allo studio di due avvocati indagati. Uno di loro, oggi indagato come promotore dell'associazione a delinquere, venne identificato sul posto insieme con quattro cittadini bulgari che, pochi giorni dopo, avevano già registrato altrettante ditte individuali, una delle quali con sede a casa dello stesso avvocato, che nel frattempo è stato radiato. Conclusi diversi controlli, tuttavia, è emerso poi che le imprese non avevano mai svolto alcuna attività.
È quanto emerge in merito all'operazione di Polizia "Trust", condotta in città in coordinamento con il procuratore capo Luca Masini. Il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone, di cui nove agli arresti domiciliari e una in carcere: tutte sono ritenute componenti di un'associazione a delinquere con base operativa in città, dentro a un giro d'affari di milioni di euro, finalizzata alla commissione di delitti di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, falso in atti pubblici ed attestazioni, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Dalle indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, è emerso che l'associazione criminale operava avvalendosi di due avvocati e di un notaio modenesi, di un ingegnere di Bologna e di due commercialisti, uno di Modena e l'altro di Milano, nonché di alcuni prestanome.
Con il pretesto di "salvare le imprese", così, l'avvocato e i suoi 'collaboratori' presentavano proposte di concordato strumentali, solo per posticipare la dichiarazione di fallimento delle società coinvolte. Ne conseguiva che, una volta stabilito il fallimento delle società gestite dagli indagati, l'attivo fallimentare risultava azzerato e le società si presentavano come "scatole vuote".
Al contempo, grazie alla complessa rete Societaria gestita dal gruppo criminale, le risorse così distratte ai creditori venivano reimpiegate in attività finanziarie gestite dall'ex avvocato e dai suoi complici all'estero, ed in particolare, appunto, in bulgaria. Le operazioni messe in atto per 'salvare' le imprese sono apparse del tutto "sconosciute" ai curatori fallimentari nominati dai tribunali, anche per via delle date false scritte nei documenti, grazie a un sigillo contraffatto con l'impronta dell'ufficio postale di summaga, piccola frazione del comune veneziano di portogruaro.
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