Processo agli ex Cpl La procura: «Colpevoli»
concordia. È iniziato ieri, intorno all’ora di pranzo, in corte d’appello a Bologna il processo che riguarda Cpl e i suoi ex manager, imputati per corruzione sulla metanizzazione di Ischia e creazione di fondi neri. Si tornerà in aula il 24 settembre quando i giudici dovranno pronunciarsi su un’inchiesta che al momento ha però raggiunto una verità incontestabile: non ci sono stati corrotti. La sentenza della corte d’appello di Napoli è infatti passata in giudicato e ha sancito le assoluzioni dell’ex sindaco dell’Isola, Giosi Ferrandino e del capo dell’ufficio tecnico. La sentenza è stata anche fatta presente ai giudici bolognesi affinché facciano eventuali riflessioni al riguardo. E di quell’atto se n’è parlato – seppur non in modo approfondito – anche durante relazione introduttiva elaborata dal giudice relatore, Domenico Stigliano.
Parola poi alla procura generale che ha chiesto la conferma delle condanne di primo grado: 4 anni e 2 mesi per Roberto Casari; un anno e due mesi a Nicola Verrini, un anno e 2 mesi anche per Maurizio Rinaldi; per l’avvocato Massimo Ferrandino: un anno e due mesi di reclusione; 2 anni di reclusione infine a Francesco Simone, l’uomo che in Tunisia faceva gli interessi della cooperativa di Concordia.
E mentre la parte civile, ossia la Cpl, ha ribadito le istanze, sono già scese in campo le prime difese: quelle di Simone e Rinaldi. Nella prossima udienza toccherà invece ai legali di Roberto Casari, tra cui il modenese Massimo Vellani, e quelli di Verrini, rappresentato da Roberto Chiossi e Michele Jasonni. Infine i giudici si ritireranno per emettere la sentenza. —
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