Banco Bpm evidenzia le capacità di resilienza dell’Emilia Romagna
L’Ufficio Studi e Ricerche di Banco Bpm, che comprende il modenese Banco S.Geminiano e S.Prospero, ha realizzato uno studio sull’economia ai tempi del Covid nell’area della Direzione Territoriale Emilia Adriatica, diretta da Stefano Bolis.
In sintesi emergono alcuni punti essenziali. In primo luogo l’'Emilia Romagna, con oltre 161 miliardi di euro di valore aggiunto, produce il 9,2% del Pil nazionale. L'impatto dell'emergenza Covid sul Pil regionale è stato allineato alla media nazionale con un -9%. La forte specializzazione industriale ha consentito alla regione emiliano-romagnola di esprimere una resilienza non comune alle crisi economiche. L'export, da cui l'Emilia è fortemente dipendente, seppure impattato, ha performato meglio del resto d'Italia con un -8,2% rispetto al -9,7% nazionale e con la previsione che le esportazioni sosterranno la ripresa nel 2021.
Sono 5 i comparti strategici della regione che sono stati analizzati. L’Industria Alimentare è risultata poco impattata dall'emergenza con una domanda che ha beneficiato del forte aumento dei consumi domestici. Il settore della Meccanica, proveniente da un periodo di crescita importante, ha subito un impatto rilevante dall'emergenza ma è prevista una rapida ripresa. Il settore della Ceramica/piastrelle, che è fortemente dipendente dall'export, pur leggermente impattato nel 2020, ha presentato risultati oltre le attese nel primo trimestre 2021.
Poi il Turismo chiude con una forte flessione il 2020, dopo i massimi segnati nel 2019. In prospettiva si prevede un progressivo recupero nel 2022.
Il settore del Biomedicale ha avuto chiari-scuri durante il periodo del lockdown ma è previsto in forte ripresa nel 2021.
Per l'Emilia Romagna si prevede nel 2021 una crescita del 5,5% con un ritorno ai livelli pre-pandemia atteso per fine 2022. I dati specifici relativi al primo trimestre 2021 evideziano crescite positive per diversi comparti: +6,3% per l’Industria Metallurgica e lavorazioni metalliche; +5,2% per le Industrie Meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto; +6% le Industria del legno e del Mobile , +3,8% le cosiddette “Altre industrie” (Materiali da Costruzione, Chimica, farmaceutica, Gomma e Plastica). Continua la crisi del Sistema moda (-4,5%), per la modifica delle abitudini dei consumatori. L’alimentare rimane sempre con valori leggermente calanti (-2,4%), ma con ordini in crescita. Da notare il focus sul Parmigiano Reggiano, risultato in quinta posizione mondiale fra i marchi più influenti nelle preferenze delle persone fra i 53 e i 71 anni di età, preceduto solo da Google, Amazon, Whatsapp, PayPal.—
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