Operazione “Trust” Iniziati gli interrogatori per gli arrestati
Sono iniziati ieri mattina gli interrogatori di garanzia per le persone raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Trust”. Le hanno eseguite i poliziotti della Squadra Mobile, guidata dal dottor Mario Paternoster, coordinati dal pubblico ministero, Francesca Graziano.
Nell’inchiesta sono finiti anche alcuni professionisti modenesi, uno dei quali, l’ex avvocato Alessandro Bitonti, si trova in carcere: sono tutti accusati di far parte di una presunta organizzazione che lucrava su aziende in crisi in tutta Italia, pilotandone il fallimento e svuotandole.
Tra le persone coinvolte, ci sono due avvocati, un notaio e un commercialista modenesi. Il centro dell'organizzazione, secondo l’accusa, era proprio lo studio dei due legali. Era qui che avvenivano le procedure per trasferire i beni delle aziende in crisi a società fittizie intestate a prestanome con la firma del notaio.
«L’ordinanza di 530 pagine è stata recapitata mercoledì agli interessati – spiega l’avvocato Luca Brezigar che difende tre degli indagati – Ci sono 19-20 faldoni di atti che vanno scrutinati dalla difesa. Si tratta di situazioni che possono essere ascritte ad attività lavorativa».
La difesa ha tempo dieci giorni per ricorrere al tribunale del riesame contro le misure cautelari.
«Ritengo che le misure siano sproporzionate sotto il profilo della distanze nel tempo, oltre che inattuali», puntualizza Brezigar.
Anche l’avvocato Roberto Ghini, a sua volte difensore di alcuni imputati, rimarca: «Chiariremo la nostra posizione e spiegheremo perché l’ordinanza abbia mal interpretato il comportamento di due professionisti che rimangono persone di competenza e moralità. La pena eccessiva per la tempistica, ma ancor prima crediamo che ci sia stata una cattiva interpretazione nel ruolo del notaio e dell’avvocato». —
S.A.
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