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Crisi cubana in piazza: «Il mondo apra gli occhi e aiuti il nostro popolo»

Anna Luna Di Marzo

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Anna Luna Di Marzo

Si è tenuto ieri mattina in piazza Grande il presidio sulla crisi cubana al quale hanno partecipato il senatore Enrico Aimi, alcuni esponenti di Forza Italia e i rappresentanti della comunità cubana di Modena. Sono scesi in piazza, con bandiere e cartelli per chiedere al governo italiano sostegno nei confronti della situazione che sta sconvolgendo Cuba in questi giorni.

«Vogliamo che il popolo italiano venga a conoscenza di ciò che sta accadendo – racconta Danis Codina Cuervo – Sono qui per sostenere tutte le persone che sono scese per strada a Cuba per rivendicare i propri diritti e la propria libertà».

«In queste ore sta avvenendo qualcosa di veramente raccapricciante. La popolazione è rimasta senza cibo, la corrente elettrica è stata staccata impedendo qualsiasi contatto esterno per mezzo di internet. Ci sono arresti arbitrari e atti di violenza», racconta il senatore Enrico Aimi.

Sono in tanti ad essere scesi in piazza: madri con i propri figli, ragazzi giovani che raccontano di come i familiari stiano lottando in questi giorni per la propria vita. È la storia che racconta una ragazza, con le lacrime agli occhi: «sono scappata da Cuba quando avevo vent’anni. E come tante ragazze, per poter uscire fuori dal Paese ho trovato un uomo che potesse portarmi via. I miei parenti sono ancora tutti lì. Non possiedono più nulla, sono costretti a lottare per sopravvivere. Non hanno libertà di scelta. Se decidi di andare contro il regime, ti uccidono».

Anche Caridad Fernandez, che tiene in mano una grande bandiera di Cuba, racconta delle barbarie subite dalla sua famiglia: «siamo stanchi, non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di aiuto, così non si può andare avanti. Vogliamo la libertà. Vogliamo la democrazia».

Tanti hanno raccontato della totale assenza di un sistema sanitario. «Quando vai all’ospedale devi portare con te le zanzariere, un ventilatore e un secchio per lavarti. Non ci sono le lampadine, non ci sono i medicinali. Gli scarafaggi ti camminano addosso – dice Yamilia Laffita, che al presidio è venuta con i suoi figli – Sono orgogliosa di essere cubana, ma non del sistema cubano. La gente sta morendo, ha bisogno di cure mediche, di beni essenziali come il cibo e l’acqua». —

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