«Incontro democratico ma con poca democrazia No all’unica soluzione»
L’incontro su via Panni ha lasciato l’amaro in bocca a Sauro Colombini, il residente che nei giorni scorsi aveva riportato alla ribalta l’alternativa del prolungamento di Stradello S.Giuliano alla Giardini, sfruttando un sottopasso che già c’è.
«La chiave di lettura dell’assemblea pubblica – sottolinea – l’ho avuta alla mattina da mia figlia. Mi ha detto: “Il sindaco ha parlato tanto di democrazia, ma a me non sembra che ci sia stata democrazia…”. In effetti, di fronte ad una assemblea numericamente consistente, partecipata e vivace, che si è espressa unanimemente, adducendo argomentate considerazioni, contro la realizzazione del sottopasso, il sindaco ha confermato che “comunque il sottopasso si farà, sarà accantierato entro fine anno perché abbiamo preso dei soldi e dobbiamo spenderli”. C’è da dire che questi soldi “presi” e che ora ci obbligano a costruire sono piuttosto inquietanti. Il sindaco ha anche detto che il sottopasso è un impegno elettorale preso nel 2019, in un incontro pubblico, al quale, però, sembra che nessuno dei presenti avesse partecipato: uno solo ricordava che si fosse parlato di un sottopasso, ma era della ferrovia sotto la strada…».
Per Colombini la questione viaria finora è stata affrontata in modo sbagliato: «Il dibattito – osserva – ha evidenziato quanto sia sleale il quesito posto sul sito del Comune: chiedere “volete un sottopasso o un sovrappasso” significa voler subdolamente ignorare che la risposta non è né sopra né sotto, ma di fianco: in Stradello S.Giuliano, dove il sottopasso esiste già da dieci anni e dove bastano 330 metri di strada per congiungerlo alla via Giardini. Chiedere sopra o sotto è un po’ come chiedere “vuoi un pugno in faccia o nello stomaco?”».
Per Colombini, e per gran parte dei residenti la via d’uscita è una terza strada, «è per noi la terza strada è Stradello S.Giuliano. Di fronte alle insistenze dell’assemblea, il sindaco ha informato che il tratto progettato di 330 metri fra lo Stradello e la via Giardini, ancora presente nel piano regolatore, è in realtà bloccato da anni a causa di una non meglio precisata raccolta di firme, ordita da un consigliere comunale. Bella sorpresa! Nessuno ne sapeva niente: di questo non vi è traccia né sulla stampa locale dell’epoca e neppure in nessun atto pubblico del Comune. Sempre parlando di democrazia…». Forte anche la sottolineatura sulla dialettica “rallentamento/alleggerimento” traffico in via Panni: «Il traffico va alleggerito, e lo si può fare solo prolungando Stradello S.Giuliano». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google