L’addio a Massimo Rossi anima della S. Francesco
Massimo Rossi se ne è andato a 51 anni dopo una lunga malattia. Dopo che si è sparsa la notizia, numerosi sono stati i messaggi di cordoglio.
Avrebbe scherzato anche su questo Rossi: «Da lassù avrebbe fatto una battuta – dice una sua amica, Elisabetta Ferrari – e avrebbe detto “ho trovato il modo per finire sul giornale”». Descritto come un ottimista, dotato di un’innata autoironia: «Era una “capa tosta”», aggiunge Elisabetta. Rossi ha lavorato nel settore ceramico come area manager, ma in città era noto soprattutto per quel suo essere di compagnia e sempre pronto a fare festa, ma anche per aver passato gran parte della giovinezza nel gruppo scout Sassuolo 1 insieme a quelli che sono diventati i suoi amici di sempre.
«Io – racconta Nicola Debbia, amico storico – e tanti altri abbiamo conosciuto Massimo a otto anni negli scout Sassuolo 1 dai Fratini. E dal quel giorno, siamo diventati una compagnia. Tra noi è sempre stato quello più esuberante, non era un chiacchierone ma di più, ti sfiancava tanto parlava». Dopo aver completato il percorso scout, ha continuato a frequentare la San Francesco, dove ha anche giocato a calcio nella squadra amatori.
I funerali lunedì alle 10.15 partendo dalle camere ardenti per proseguire nella chiesa di S. Antonio da Padova. —
S.P.
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