«Tetto troppo pesante ma nessuno ce lo ha mai detto»
Dopo oltre due ore di testimonianza, il professor Trombetti ha lasciato la sedia dei testimoni al collega Andrea Benedetti, ordinario di Ingegneria all’università di Bologna e perito di parte per la difesa di Stefano Zaccarelli. E le valutazioni del tecnico hanno più volte indugiato sul rifacimento del tetto, datato 2005. Benedetti ha infatti evidenziato come sia stato elaborato un errato progetto di demolizione, che non ha tenuto conto del peso della copertura, raddoppiato rispetto al passato a causa del riempimento con il calcestruzzo. «Si è passati da 600 chilogrammi a 1150», ha detto al giudice De Padua, ribadendo poi quanto già sostenuto da Trombetti: «le tramezze e i muri esterni hanno acquisito una funzione portante nell’equilibrio della palazzina».
L’ingegnere Benedetti ha tra l’altro evidenziato il peso di alcuni solai: dovevano essere di 40 centimetri, ne furono trovati alti quasi 80 centimetri con quindi pesi inattesi e non calcolati.
Tutte queste valutazioni portano perciò ad un altro tipo di valutazione difensiva: i lavori all’interno della palazzina vennero eseguiti con cautela, sostituendo le tramezze demolite con i puntelli, che però sotto un peso elevato non hanno retto e sono collassati, facendo crollare la palazzina.
Ma a chi spettava fare quei calcoli? Ovviamente al progettista e al committente dei lavori ossia ad Ausl e Policlinico, che invece nel procedimento sono parte civile e quindi vittime di quanto accaduto nell’aprile 2013. Il consulente delle strutture sanitarie parlerà il 5 novembre quando dovranno esporre le proprie valutazioni anche i periti degli altri imputati. —
F.D.
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