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Mangiare sotto le stelle di Spilamberto «Che successo, non vedevamo l’ora»

Gabriele Farina

Si conclude oggi il Buskeat Festival che ha attirato tantissime persone per le vie del paese: «Mancavano serate così» 

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L’EVENTO

Gabriele Farina

SPILAMBERTO. Si scrive “street food”, si legge rinascita. Lo Spilamberto Buskeat Festival volge oggi al termine tra giudizi favorevoli di esercenti e clienti. «Non vedevamo l’ora». Il commento di Domenico Rizzardi sintetizza lo spirito che unisce le persone al di là e al di qua dei “truck”. Sono i furgoncini in cui sono preparati i piatti “da strada”, protagonisti della rassegna al parco di Rocca Rangoni. “Di strada” sono gli artisti itineranti o buskers, da cui trae spunto il nome dell’iniziativa. La musica e le chiacchiere ai tavolini sotto le stelle inducono a concentrarsi sul presente, spostando l’attenzione dalle difficoltà del passato a un futuro a cui guardare con maggiore speranza. «Non vedevamo l’ora di tornare un po’ alla normalità – sottolinea Rizzardi dallo stand Ciccio’s Smoke and Bbq, in trasferta da Pavullo – Il discorso è valido sia per noi sia per i nostri clienti».

La proposta dell’associazione Le Botteghe di Messer Filippo e del Comune di Spilamberto è stata colta al balzo. «Stiamo all’aperto e non ci sono problemi – aggiunge Rizzardi – In questo modo si riesce a stare in compagnia e in sicurezza. C’è bisogno soprattutto di ritrovare la normalità».

L’arrivo della stagione “bella” (nonostante il tempo variabile degli ultimi giorni) è una condizione necessaria, ma non sufficiente. «Sono dell’idea che con i vaccini e con le dovute precauzioni si riesca pian piano a fare tutto – l’auspicio dell’esercente – Si può riprendere con lo street food, i concerti e con molto altro».

La speranza è il filo rosso che si snoda tra gli stand. Dall’estremo opposto dell’attività di Rizzardi si incontra il truck food al sapore di borlengo di Nicoletta Lenzi. «Il Buskeat Festival è un inizio – analizza la titolare – Speriamo che vada bene. In questo momento si spera di ricominciare a vivere, di ripartire al meglio». Mentre Lenzi parla, il personale serve un prodotto tipico dell’Appennino dopo l’altro. «L’entusiasmo della gente c’è – aggiunge – C’è voglia di uscire, di ricominciare, di riprendersi gli spazi della vita».

Più prosaicamente, i partecipanti si ritrovano a ricercare sedie libere tra i tavolini disposti di fronte alle attività. Le norme sono osservate, ma la sistemazione è “fluida” o meglio a incrocio. Chi assaggia le specialità isolane de La Sicilia può ritrovarsi a mangiarle di fronte allo stand Cerquatonna Sapori che mette in campo arrosticini. Chi prende il pesce fritto dalle Delizie di Mare può assaporarlo di fronte alla Brace di Puglia. Gli hamburger gourmet di Van Burger si possono mangiare di fronte alle varietà di cinghiale di Bomber Truck. E viceversa.

«Siamo stati fermi per quattordici mesi – assicura Luigi De Luca, titolare di Amor di Patatina – e adesso cerchiamo di correre dappertutto pur di recuperare qualcosa. I clienti hanno tanta voglia di vivere».

«C’era molto bisogno di ripartire – la prospettiva dello spilambertese Francesco Operoso – o non ne usciremo mai. Occorre giustamente rispettare tutte le normative che conosciamo tutti quanti». —

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