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Trapianto di rene con tecnica robotica Al Policlinico salvata una 60enne

Trapianto di rene con tecnica robotica Al Policlinico salvata una 60enne

Usata per la prima volta la nuova tecnologia a Modena Garantisce una più veloce ripresa dopo l’intervento

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È stato portato a termine con successo il primo trapianto di rene con tecnologia completamente robotica presso l’Azienda ospedaliero universitaria di Modena. L’intervento è stato condotto al Policlinico dall’equipe della Chirurgia oncologica epatobiliopancreatica e dei trapianti di fegato diretta dal professor Fabrizio Di Benedetto, con il supporto anestesiologico dell’Anestesia e rianimazione 1 diretta dal professor Massimo Girardis, e con quello clinico della Nefrologia e dialisi diretta dal professor Gianni Cappelli. La ricevente, una donna di 60 anni, sta bene ed è stata dimessa. Il prelievo è stato svolto in maniera tradizionale, da cadavere, in un altro centro.

«Siamo estremamente soddisfatti per l’applicazione di questa nuova tecnica e per il risultato raggiunto – ha spiegato Di Benedetto – L’uso della tecnologia non è fine a se stessa ma acquisisce valore contribuendo a ottenere cure migliori e a raggiungere i risultati terapeutici necessari per il paziente. Desidero ringraziare tutto lo staff chirurgico che con la sua dedizione ha reso possibile il raggiungimento di questo traguardo, e in particolare il prof. Stefano Di Sandro. L’innovazione tecnologica e la sua applicazione nei trapianti d’organo fa parte di una strategia di miglioramento delle cure dell’Aou che si inserisce nella linea segnata dalla Regione. Pochissimi centri oggi in Italia possono offrire l’opportunità di un trapianto di rene con tecnologia robotica, e grazie all’esperienza maturata finora a Modena anche i nostri pazienti ora possono beneficiare dei vantaggi di questo approccio», ha aggiunto Di Benedetto.

La tecnica robotica, infatti, grazie ai vantaggi della sua natura mini-invasiva, permette una più rapida ripresa funzionale grazie al ridotto impatto sulla parete addominale, che assume particolare importanza in pazienti con multiple patologie associate, come nel caso trattato a Modena. Rappresenta un’importante strategia nei pazienti obesi affetti da insufficienza renale con indicazione a trapianto.

«A livello internazionale l’approccio classico “open” rimane lo standard, ma da oggi ci dotiamo di uno strumento in più per trattare nel modo più appropriato tutti i pazienti a seconda delle proprie esigenze», ha concluso Di Benedetto.

«Il trapianto – dice il direttore generale dell’Aou Claudio Vagnini – è una procedura complessa che dà la misura dell’efficienza di un’organizzazione e della sua capacità di fare squadra. In questo caso la nostra squadra ha saputo migliorarsi ancora, mettendo a disposizione dei nostri pazienti una ulteriore possibilità terapeutica e facendo fruttare al meglio l’investimento che l’Azienda ha recentemente portato a termine con l’acquisizione di un secondo robot chirurgico, installato al Policlinico, che si affianca a quello dell’Ospedale Civile». —

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