«Assurda telenovela dei lavori senza fine in piazza Martiri: il Comune spieghi»
«Continui slittamenti nel termine e danni alle attività La giunta farà pagare le penali alla ditta che li esegue?»
Stefania Piscitello
Quando finirà il cantiere di piazza Martiri Partigiani? Una domanda che ormai in città si pongono da mesi. Una domanda a cui sembra che proprio nessuno possa ancora dare una risposta. I lavori, stando al programma e agli annunci iniziali, sarebbero dovuti durare circa sette mesi. Quello che è accaduto dopo è ormai storia nota: prima e seconda ondata di Covid, ritrovamenti di reperti davanti al Duomo e del muretto circa un mese fa. Ed ecco che quei sette mesi si sono dilatati tra rinvii e rabbia crescente dei commercianti e dei residenti. Secondo il Pd però, non ci sono più giustificazioni ai ritardi. «Sappiamo tutti che ci possono essere difficoltà nei lavori pubblici – sottolinea Serena Lenzotti, consigliera comunale dem – ma è stata sbagliata fin dall’inizio la comunicazione. Non si può pensare che una piazza di queste dimensioni, di questa valenza e importanza possa concludersi in sette mesi». Di comunicazione si era parlato anche nel consiglio comunale del 31 maggio, quando Maria Savigni, capogruppo Pd, aveva presentato un’interrogazione chiedendo all’amministrazione se per tutta la durata del cantiere residenti e gestori delle attività economiche fossero stati informati sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle varie modifiche apportate ad esempio alla viabilità: la risposta era stata sì, e il sindaco aveva parlato di “continui contatti con l’utenza, i residenti, i gestori delle attività economiche”. Così non è, però, secondo il Pd: «La comunicazione in generale ma soprattutto sulla piazza – commenta Lenzotti – rimane molto deficitaria. Noi abbiamo raccolto le lamentele dei commercianti rispetto alla non corretta indicazione dello spostamento del cantiere, o della chiusura di pezzi di strada». Nei mesi scorsi inoltre, aggiunge la consigliera dem, questa difficoltà nella comunicazione ha portato altre criticità: «Ora la situazione è più tranquilla, ma mi sono trovata segnalazioni per problemi nel passaggio delle ambulanze quando non garantivano una viabilità costante, perché aprivano, chiudevano e riaprivano le strade. Non venivano comunicate in modo corretto neppure ai mezzi di soccorso queste cose». Spostandosi nuovamente su quella che è sentita dai cittadini come la vera “urgenza” al momento, ossia il ritardo del cantiere, per il Pd l’amministrazione avrebbe commesso anche altri errori. «Il cronoprogramma dei lavori – prosegue Lenzotti – non è stato reso pubblico. La frammentazione dei cantieri è stata molto difficoltosa. Si è sbagliato a cominciare dalle modalità di affrontare la cosa. Avrebbero dovuto dire ai cittadini i disagi che si sarebbero trovati di fronte. E poi c’è la carenza di cartellonistica». Un pensiero poi va ai commercianti: «Sono stati quelli che oltre al Covid hanno subito maggiormente a livello economico i danni arrecati dal cantiere». Dal Pd pensano anche al dopo-cantiere e ad altre eventuali problematiche che potrebbero sorgere, ma intanto pongono un interrogativo: «Rimane il dubbio: la ditta – conclude Lenzotti – non doveva pagare una penale per ogni giorno di ritardo? Inizia a accumularsi il ritardo, quindi forse dovrà affrontare un impegno economico notevole, se quelli erano o rimangono gli accordi». —
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