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Il Pd va all’attacco e raccoglie firme a garanzia del futuro dell’ospedale

Mattia Cocchi
Il Pd va all’attacco e raccoglie firme a garanzia del futuro dell’ospedale

La petizione alla Regione estesa a tutti I Comuni della Bassa «Vogliamo blindare e fare rispettare servizi e investimenti»

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Mattia Cocchi

MIRANDOLA. Il Gruppo consigliare nell'Unione dei Comuni ‘Liste Civiche Pd Bassa Modenese’, unitamente al Coordinamento Pd della Bassa Modenese, hanno assunto una nuova iniziativa sul tema dell’ospedale di Mirandola: un petizione rivolta alla Regione. L’oggetto e gli obiettivi della raccomnta firme sono stati presentati da Paolo Negro, Capogruppo Gruppo Liste Civiche Pd; Carlo Tassi e Orville Raisi , presidente e vice della Commissione Sanità Gruppo Liste Civiche Pd Bassa, Simone Silvestri, coordinatore dei Dem dell’area. È proprio Silvestri ad introdurre: «La petizione di cittadini ai sensi dell’articolo 16 dello Statuto della Regione è uno strumento che non abbiamo ancora usato e ora ne facciamo ricorso con la nostra iniziativa per mantenere alta l’attenzione sull'aspedale e fare un altro passo in avanti». «Siamo partiti — spiega Paolo Negro — dal confronto con i cittadini con assemblee in tutti i comuni all'inizio della legislatura e da lì ripartiamo con questa petizione. L’obiettivo resta il medesimo: il potenziamento dell’ospedale di Mirandola. La Ctss (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria) del luglio di un anno fa ha stabilito che la rete ospedaliera a nord della via Emilia deve essere imperniata su due ospedali di pari livello, Carpi e Mirandola. Un indirizzo che deve essere reso sostanziale, questo è il cuore della petizione. L’ultima Ctss di qualche giorno fa, con la presenza del presidente Bonaccini, ha confermato oltre 50 milioni di investimenti sulla sanità nel nostro Distretto, tra ospedale di Mirandola e territorio. I passi in avanti quindi ci sono ma per mettere a valore tutto questo la petizione indica la necessità di sancire nella programmazione provinciale, in modo più solido, la mission dell’ospedale di Mirandola, gli elementi qualificanti in cui si deve sostanziare e dare piena operatività alla sua pari dignità, secondo il piano di potenziamento condiviso».

«C’è necessità di rafforzare la missione del nosocomio e renderla così meno fragile. Penso alla tempistica dilatata e l’incertezza stessa del rientro nell'ospedale Santa Maia Bianca dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, dopo la sua delocalizzazione causa Covid. Cardiologia è parte integrante ed essenziale del disegno di potenziamento dell’ospedale e il ritardo del suo rientro, oltre ad essere inaccettabile, conferma questa necessità», sottolinea Tassi. A cui fa eco Raisi: «I nuovi primari dedicati all'ospedale di Mirandola, l’Obi pediatrico, la nuova Tac, i cantieri che si sono aperti, sono passi in avanti già operativi di cui diamo atto molto positivamente. Bisogno proseguire con sempre maggiore coerenza. Per questo la petizione ribadisce tutti i contenuti relativi al necessario potenziamento dell’ospedale: superare definitivamente le aree omogenee; qualificare ciascun Reparto attribuendo il personale adeguato; la revisionare funzionalmente gli spazi per accogliere nuovi posti letto e le nuove funzioni quali la Medicina d’urgenza; il rientro di tutte funzioni trasferite temporaneamente causa Covid; completare e rendere operative di tutte le specialistiche previste; ripristinare e valorizzazione tutte le sale operatorie; adeguare le attrezzature tecnologiche; ripristinare i posti letto di semintensiva; dar corpo all'interno dell’ospedale alla sinergia con il Distretto Biomedicale». Tutti obiettivi che la petizione vuole blindare e assicurare al territorio. —



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