Le sere al Parco Blu dimenticando i rifiuti
I residenti vicino all’area di Spezzano lo curano e protestano «I ragazzi si ritrovano fino tardi e abbandonano di tutto»
Stefania Piscitello
FIORANO. C’è chi lo chiama “Parco blu”, chi “Parco dei limoni”: il nome non è così importante. Quello che conta è che quell’area verde dietro via Sandro Pertini a Spezzano, per i residenti è come un piccolo salotto. Un luogo in cui ritrovarsi a socializzare insieme ai vicini del quartiere e in cui portare i figli a giocare. Quel parco soprattutto d’estate è anche luogo di ritrovo per giovani, in particolare nella fascia d’età tra i quattordici e i diciotto anni. Niente di strano, se non fosse che quegli adolescenti che la sera in compagnia siedono sulle panchine del chioschetto, spesso ignorano che lungo tutta l’area sono stati installati bidoni del pattume. E così quando arriva l’alba su quel piccolo angolo verde della frazione fioranese, ecco che i raggi del sole illuminano le scatole della pizza con cui i ragazzi hanno cenato la sera precedente, le lattine delle bibite, le scatole di sigarette, i pacchetti vuoti di patatine.
E i residenti, più che infuriati, si dicono stanchi e lanciano un appello con l’intento di sensibilizzare quei giovani. «Abbiamo come adottato questo parco – racconta Elisa, una residente – il Comune si occupa del taglio dell’erba e il netturbino ogni lunedì viene a svuotare i sacchetti della spazzatura, ma noi cerchiamo di curarlo, i nostri figli lo frequentano e i nostri balconi si affacciano proprio su di esso».
Sono tante le azioni che i residenti del quartiere mettono in campo per prendersi cura dello spazio: «Ci siamo sempre adoperati. Mio marito che fa l’idraulico ha riparato la fontana perché traballava. Dopo il lockdown abbiamo preso il disinfettante per pulire le panchine. Tutte le mattine quando porto fuori il cane se ci sono rifiuti li raccolgo». Già, i rifiuti. Sono diversi i residenti che, paletta alla mano, in questi anni hanno spontaneamente deciso di pulire l’area: «Io qualche volta sono andato – racconta Davide, un ragazzo che abita in zona - ma più di tanto non si può fare, di giorno si lavora. Questi ragazzi lasciano una sporcizia disumana, bottiglie di plastica, sigarette, pacchi di sigarette, mascherine, cartoni della pizza, un po’ di tutto. A quell’età bisognerebbe avere la maturità di capire che se ci sono dieci pattumi attorno non si deve buttare la roba per terra».
Davide prosegue, come la sua vicina, spiegando che l’obiettivo dell’appello è sensibilizzare i ragazzi: «Il parco è ad uso del quartiere, trattarlo bene significa fare il bene della comunità».
I residenti spiegano di avere tentato di strigliare i ragazzi: «Alcuni – sostiene Elisa – più educati, capiscono, altri reagiscono meno bene. Io sono convinta che i nostri figli li conosciamo finché li abbiamo sott’occhio, poi quando si allontanano non si sa cosa facciano. Vogliamo provare a fare capire a questi giovani, che sono il nostro futuro, che bastano piccoli gesti. I pattumi non mancano, è sufficiente fare qualche metro per tenere l’area pulita, non costa tanto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
