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«Strafalcione giuridico confondere con sedizione una manifestazione»

«Strafalcione giuridico confondere con sedizione una manifestazione»

L’avv. giorgio pighi e il caso “bella ciao”  

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«Gli atti riguardanti il coro spontaneo che intonava Bella Ciao per manifestare dissenso contro la presenza organizzata di un gruppo di ispirazione neofascista, sono stati trasmessi alla Procura e questo è un punto fermo. Incomprensibile ma fermo. Ed è anche una garanzia».

Lo dice l’avvocato Giorgio Pighi, già sindaco di Modena riguardo alla richiesta da parte del giudice Francesco Cermaria di un nuovo processo per chi, il 4 agosto 2017, intonò canti, tra cui Bella Ciao, contro Forza Nuova.

«Quello che è successo con questa iniziativa – aggiunge Pighi – è giuridicamente indecifrabile, ma io ho piena fiducia nelle competenze e nelle scelte della Procura, anche perché la decisione spetta ai pubblici ministeri titolari che sicuramente sanno che la Corte costituzionale, con la sentenza numero 15 del 27 febbraio 1973 ha proclamato che “Atteggiamento sedizioso penalmente rilevante è soltanto quello che implica ribellione, ostilità, eccitazione al sovvertimento delle pubbliche istituzioni e che risulti in concreto idoneo a produrre un evento pericoloso per l’ordine pubblico”».

«La Corte – continua il legale – ha insegnato a tutti noi che sarebbe uno strafalcione giuridico imperdonabile confondere un manifestazione con una sedizione, e la Procura saprà bene come comportarsi. D’altronde, non è nemmeno necessario leggere diligentemente un repertorio di giurisprudenza, prestando doverosa attenzione, come si impone nell’esercizio della giurisdizione, alla portata interpretativa delle sentenze della Corte costituzionale. Basta, infatti, leggere il vocabolario. Secondo lo Zingarelli, ad esempio, per sedizione deve intendersi “ribellione, sommossa del popolo contro l’autorità costituita”. Cantare Bella Ciao è contro l’autorità costituita? Ma dai!». —

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