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Cinquecento firme per avere una targa contro i femminicidi

Alice Benatti
Cinquecento firme per avere una targa contro i femminicidi

L’ideatrice del progetto è Franca Ferrari del Forum Donne di Articolo Uno 

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l’iniziativa

Consegnate ieri mattina all'assessora alle Pari Opportunità, Grazia Baracchi, le oltre 500 firme con le quali si chiede al Comune la realizzazione di una targa modenese contro i femminicidi. «Una scoperta per noi vedere quanti giovani ci hanno detto che volevano firmare anche se non avevano l’età e tra questi c’erano diversi gruppetti di soli maschi – racconta l’ideatrice dell’iniziativa Franca Ferrari del Forum Donne Articolo Uno – sul fronte maschile abbiamo notato che il fattore età è stato una discriminante notevole: non uomini, erano i ragazzi a venire da noi. La targa che chiediamo al Comune vuole essere soprattutto contro e non a memoria dei femminicidi perché quello ci interessa di più è la lotta che stiamo facendo. Credo poi che il grande valore di questo progetto, più ampio dell’installazione di una targa, sia stato quello di riuscire a mettere insieme tantissime donne espressione di associazioni modenesi e partiti politici».

Le firme sono infatti state raccolte lo scorso 22 maggio, in occasione di un presidio in Piazza Mazzini, che ha visto unito il cosiddetto campo progressista modenese: Articolo Uno e Pd con i loro Forum Donne, Europa Verde-Verdi, Movimento 5 Stelle, Casa delle Donne, Blu Bramante, Gruppo Donne Arcigay Modena Matthew Shepard e ArciLesbica Modena. «Tutte assieme così io non ci ricordo molte altre volte – sottolinea Ferrari – ora vogliamo continuare questo nostro impegno proponendo al Comune anche un concorso per giovani artiste e giovani artisti modenesi che vorremmo si cimentassero in un’opera di ingegno, simbolo del contrasto alla violenza contro le donne, da esporre in un punto nevralgico della città. Abbiamo inoltre pensato a un percorso di elaborazione di testi e disegni originali sul tema della violenza di genere, rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, che si concretizzi in una mostra semi-itinerante per le vie cittadine». Se il luogo che ospiterà la targa non è ancora stato stabilito (e il passaggio in Commissione Toponomastica sarà obbligato), l’assessora Baracchi non ha dubbi sul valore dell’iniziativa. «È l’ennesimo segnale che la città di Modena dà a sostegno delle donne contro i femminicidi – commenta - un percorso partecipato, voluto da partiti e associazioni per chiedere all’amministrazione di fare ulteriori passi in questa direzione, che si aggiunge alle diverse azioni che come amministrazione portiamo avanti ogni anno sia nelle scuole sia attraverso segni chiari alla cittadinanza, si pensi ad esempio all’installazione delle panchine rosse». Firme importanti che per l’assessora rispondono al bisogno di tenere alta l’attenzione della cittadinanza su un fenomeno, quello della violenza sulle donne, aggravato dal lockdown: se a livello nazionale nel 2020 il numero dei femminicidi (112) è in linea con il dato 2019, le chiamate al 1522 (il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking) sono aumentate del 79,5 % rispetto all’anno precedente. «Nei giorni scorsi abbiamo depositato la nostra partecipazione a un bando della Regione per tornare a finanziare le diverse azioni che, insieme alle associazioni femminili, portiamo avanti all’interno delle scuole sull’educazione alla differenza di genere e la prevenzione alla violenza – assicura Baracchi - con le associazioni ci vedremo a settembre per coordinare il calendario del 25 novembre, che per noi non è solo una giornata ma un lungo mese di iniziative che abbiamo mantenuto in piedi anche durante la pandemia. Quest’anno ricorrono i 30 anni della Casa delle Donne contro la violenza e il percorso per continuare a ricordare questo anniversario importante riprenderà dopo l’estate con alcuni appuntamenti». —

Alice Benatti

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