«Ponte Alto: la bonifica che fine ha fatto?»
La Lega solleva di nuovo i problemi di inquinamento sull’area dell’ex Fornace Vigarani: «Serve chiarezza»
La bonifica nel terreno di Ponte Alto a che punto è? Perchè non si è ancora provveduto al risanamento dell’area? Che effetti ha tutto questo per la sicurezza dei cittadini che frequentano la Festa dell’Unità, organizzato proprio su quella zona? Sono solo alcune delle domande contenute nell’interrogazione che la Lega ha presentato al sindaco sui terreni storicamente di proprietà della Sim, poi passata sotto diverse proprietà fino all’asta fallimentare del terreno dell’ex Fornace Vigarani.
La vicenda dura da molti anni, come è ricordato nel documento di interrogazione presentato dalla Lega. In seguito alla denuncia di alcune associazioni ambientaliste, alla fine del 2011 venne aperta un’inchiesta dalla Procura di Modena con ipotesi di reato di violazione della legge 152 del 2006 in materia ambientale, con l’incarico ad Arpae di effettuare il caro-taggio del terreno. Il Tribunale Civile di Modena il 27 giugno 2018 ha richiesto una perizia tecnico estima-tiva sull’intero compendio immobiliare dell’ex “Fornace Vigarani”. Lo studio tecnico incaricato della perizia (esecuzione Immobiliare n. 623/2017) ha stabilito che “l’area oggetto di stima risulta essere un sito contaminato ai sensi del D.Lgs. 152/06 e successive modifiche ed integrazioni sulla base della caratterizzazione avvenuta in diverse fasi successive, avviata nel settembre 2007 e conclusa nel settembre 2012”.
Durante l’udienza del 19 giugno 2019 veniva richiesto al perito di stimare i presumi-bili costi di bonifica delle aree contaminate, specificando l’entità del fenomeno di contaminazione e quali porzioni del complesso immobiliare risultino contaminate, anche solo potenzialmente.
«Dai dati raccolti dal perito - scrive la Lega - è stato accertato che la contaminazione era stata determinata dalle modalità con i quali erano stati riempiti gli invasi generati dallo scavo di argille per la produzione di laterizi. Dalla sua analisi però emerge come con l’approvazione della relazione di caratterizzazione, la Provincia di Modena (atto dirigenziale prot. N. 100792 del 30.10.2012) avesse prescritto la predisposizione del Progetto di Bonifica delle residue aree contaminate. Per quanto esposto dal perito, “sull’area grava un vincolo che impedisce qualsiasi trasformazione della stessa fino a quando non sarà realizzato un intervento di bonifica o di messa in sicurezza permanente almeno per tutte le quattro aree della superficie complessiva di circa 6.000 mq per le quali risultano superate le concentrazioni di soglia di concentrazione». —
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