Fondi Pnrr: ecco i piani dell’ateneo per telemedicina, mobilità e ambiente
Il rettore Porro: «Saranno una scossa e un’opportunità» Dalla Fondazione contributi per più di 6,5 milioni di euro
Gabriele Farina
Telemedicina e mobilità sostenibile, ambiente e tecnologia, digitale e sport. L’università di Modena e Reggio si immerge tra i libri. Unimore vuole infatti farsi trovare pronta in vista dell’autunno. All’orizzonte i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che porteranno all’intero Paese quasi 31 miliardi di euro, distribuiti tra potenziamento dell’istruzione (19 miliardi e 440 milioni di euro) e rilancio del legame “dalla ricerca all’impresa” (11 miliardi e 440 milioni di euro).
«Sarà una scossa al sistema - evidenzia il rettore Carlo Adolfo Porro - un’opportunità che capita una volta nella vita».
Per intercettare il treno chiamato Pnrr l’ateneo punterà sull’interdisciplinarietà. «La sanità sarà un capitolo importante - prevede il rettore - soprattutto in riferimento alla trasformazione digitale del sistema sanitario, alla telemedicina e all’organizzazione territoriale. Su tali aspetti saremo sicuramente attivi». L’attività è confermata per il capitolo chiamato tecnologia. «I temi sono tanti: dalla mobilità sostenibile al calcolo a prestazioni elevate - la lista di Porro - dalle nuove macchine di calcolo ai nuovi materiali, dall’agritech all’energia sostenibile fino all’ambiente. Agiremo nell’ambito delle competenze in un modo più ampio possibile». Senza dimenticare lo sport.
Domani alle 13 è prevista (salvo sorprese) la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Tokyo. Ai Giochi parteciperanno tre atleti Unimore: Rachele Barbieri, (ciclismo), Tobia Bocchi (atletica leggera), e Valentina Rodini (canottaggio). Il trio fa parte del programma Unimore Sport Excellence, citato dal rettore in merito al Pnrr. «Gli ambiti dello sport sono previsti - garantisce Porro - Stiamo già investendo in Unimore Sport Excellence, che ci consente di attribuire a sportivi di livello facilitazioni particolari per la frequenza del percorso universitario. Abbiamo già ricevuto un riscontro molto positivo. Atleti di elite che frequentavano altre università o che intendevano iscriversi per la prima volta hanno scelto Unimore sulla base di tale percorso. Unimore Sport Excellence non si limita agli atleti di eccellenza, ma prevede incentivi allo sport e alle attività in generale».
La spada di Damocle che pende sui Giochi è la stessa che ha congelato le lezioni in presenza: la pandemia. «Per il nuovo anno accademico la tendenza è al ritorno in presenza - sottolinea Porro - per quanto è possibile. La copertura vaccinale sarà decisiva. Se raggiungeremo la famosa soglia dell’immunità di gregge, vaccinando almeno l’80% della popolazione entro l’inizio del prossimo anno accademico, ci ritroveremo in una condizione di maggiore sicurezza». Il rettore cita dati sulle vaccinazioni a Modena e Reggio nella fascia 20-24 anni. «Oltre la metà è già entrata nel circuito vaccinale», ribadisce Porro. Parlando di progetti, Unimore ne ha cofinanziati 39 per il triennio 2019-2021 con oltre 20 milioni e 192mila euro. Diciassette milioni e 600mila euro sono stati destinati alle borse di dottorato di ricerca.
La Fondazione di Modena ha contribuito con oltre sei milioni e 794mila euro, circa il 33,6% del totale. «I progetti fanno rete con il tessuto culturale, economico e sociale - commenta Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione - in una strategia di medio e lungo termine». —
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