Gazzetta di Modena

Modena

finale 

I commercianti resistono tra ricostruzione e pandemia

Mattia Cocchi
I commercianti resistono tra ricostruzione e pandemia

Ripartenza a rilento dopo il lockdown e vendite online non piegano gli esercenti «La paura del virus è ancora tanta. Sono cambiate le preferenze nelle spese»

3 MINUTI DI LETTURA





Mattia Cocchi

FINALE. Terremoto del maggio 2012, cambi di amministrazione, crisi da Covid ed elezioni imminenti: la realtà di Finale è complessa e i commercianti del centro descrivono i problemi del momento.

«Seppur lentamente, la ricostruzione sta facendo passi avanti – spiega Licia Valenti del colorificio Nuova Silver – il che è un bene per le attività del centro. Il Covid ci ha fermati e ha bloccato un po’ tutto, ora la ripartenza è molto lenta. Inoltre, a Finale troviamo un problema non da poco: il ponte vecchio chiuso taglia in due il paese bloccando, di fatto, un’importante fetta di potenziali clienti proveniente dal Ferrarese che ora preferiscono muoversi verso Cento. La crisi c’è e continuerà a esserci, ora la gente ha ripreso a muoversi ma se hanno 100 euro in tasca preferiscono spenderli per una giornata al mare».

«La fortuna di attività come la mia sta nella coerenza del tempo atmosferico, quando il tempo è bello la gente esce – racconta Barbara Accorsi di Sottosopra Abbigliamento Donna – La paura per il virus è ancora tanta: questo problema non è ancora finito. Nella mia attività il rispetto delle norme viene mantenuto sia da parte mia che da parte delle clienti e questo ha garantito il regolare svolgimento del lavoro. I problemi di Finale sommati al virus non aiutano di certo, ma sono convinta che il sole e le belle giornate diano voglia di uscire. Per il settore dell’abbigliamento ora che si possono celebrare le cerimonie matrimoni e battesimo si lavora di più. Tuttavia ci sono elementi che vanno oltre la crisi del virus e del terremoto, il piccolo commercio di paese è danneggiato dalle consegne online con cui non possiamo competere».

L’e-commerce è un fenomeno accentuato dal lockdown, come annotano anche Gianluca Galletti e Davide Bizzarri di Fotocentro: «La ripartenza dopo la chiusura non è andata alla grande ma ha mantenuto un trend che registravamo già prima del Covid. Un andamento ridimensionato, dettato dalla consegna a casa da parte dei colossi della vendita online. La nostra attività – spiegano i due – continua in modo positivo per quanto riguarda il settore più artigianale come i servizi per le celebrazioni o i ritratti fotografici di famiglia. Anche la ricostruzione comunale non sta aiutando, a livello privato si sta proseguendo bene, qui nel centro era tutta zona rossa. Ora è stato fatto un importante intervento in piazza Verdi ma per gli edifici pubblici come il Comune e il Teatro è tutto fermo».

«Io e mia cugina abbiamo aperto a fine ottobre 2020 “Il salotto delle vanità” che prima era appena fuori dal centro – racconta Raffaella Tartarini – Abbiamo notato che rispetto agli altri anni le persone si sono riversate molto nel paese. In passato, nel weekend si preferiva andare a fare shopping nelle grandi città, mentre il virus ha obbligato i cittadini a restare nel proprio Paese. Grazie alla vendita di prodotti per la cura della persona, abbiamo avuto la possibilità di lavorare anche nei mesi più difficili della pandemia, non abbiamo ricevuto molti clienti, ma a livello psicologico è stato un periodo utile. Come se non bastasse abbiamo poi vissuto un’altra disavventura, abbiamo contratto il virus e stiamo state bloccate a casa per un mese». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google