«Con mia moglie e la bimba sul balcone per salvarci»
Sono state scene di terrore e panico totale all’interno del condominio allo scoppio di un incendio del genere nel cuore della notte: c’è chi ha temuto il peggio, per sé e per i propri cari.
I coniugi Cammarota non abitano qui: si sono precipitati a vedere cos’era successo nell’angoscia dopo aver ricevuto la drammatica telefonata del figlio Enrico: «Ci ha detto che si sentiva soffocare, e che non riusciva a uscire per il fumo – riferiscono lì sul posto mentre i vigili del fuoco sono ancora impegnati nelle operazioni – quando l’abbiamo visto aveva il viso e le mani nere dalla polvere: pensavamo che queste cose si vedessero solo nei film, invece è successo davvero. Lo portano in ospedale per controlli, ma per fortuna non dovrebbe essere grave».
È metà mattina: Giliola Marchetti è venuta a vedere nuovamente la situazione e a rincuorare l’inquilino del suo appartamento, il 36enne nigeriano Harold Imade. Pur essendo al terzo piano scostato rispetto alla verticale dell’appartamento esploso, è stato lo stesso invaso dal fumo. Uno strato di polvere nera copre tutto all’interno: le lenzuola bianche del letto sono diventate grigie. «Non ho trovato un’impresa di pulizie che potesse venire prima della fine d’agosto – nota Giliola – bisognerà pulire come si può, in qualche modo. Mi dispiace tantissimo per Harold: sono dieci anni che l’ho in casa e non ha mai dato problemi, sempre corretto con tutti. Davvero non meritava una cosa così. Adesso gli pago l’albergo per tre giorni, spero che intanto riesca a sistemare un po’».
«Ho avuto una paura tremenda, non tanto per me ma per la mia famiglia – sottolinea lui – soprattutto per la mia bimba che ha solo due anni e mezzo. Stavo dormendo quando mia moglie mi ha svegliato perché aveva sentito il colpo: mi sono alzato e non riuscivo a credere a quello che stava succedendo. Ho preso la bimba e con mia moglie e siamo andati sul balcone perché era impossibile uscire per le scale. Speravamo che arrivassero presto i soccorsi, e per fortuna è stato così, perché abbiamo visto i pompieri quasi subito». Tutti salvi alla fine, e questa è la cosa più importante. Ma adesso, passato lo choc, ci sono tutte le difficoltà della ripartenza: «Casa mia è agibile ma non abitabile, soprattutto con una bimba piccola, perché questa polvere nera si è posata dappertutto. Non so come faremo a pulire tutto, speriamo di poter avere degli aiuti, perché a ricordare com’era casa nostra viene davvero da piangere». —
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