Modena Aiutare chi aiuta: come supportare la rete dei volontari
MODENA Il volontariato, si sa, è un’eccellenza del territorio, ma c’è qualcuno che aiuta chi aiuta? A livello nazionale, è attiva la rete dei Centri di Servizio per il Volontariato, enti che lavorano quotidianamente per fare in modo che questo mondo prezioso e generoso continui a supportare la comunità in maniera formata, competente e innovativa.
A livello locale, il Centro Servizio Volontariato Terre Estensi, che opera sul territorio modenese e ferrarese, presenta un bilancio sociale 2020 con numeri che parlano da soli: una quarantina di progetti e iniziative portate avanti in collaborazione con tanti partner pubblici e privati per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità, 173 opportunità di volontariato civico proposte ai cittadini, 1891 consulenze alle associazioni, 250 ore di formazione offerte a 1638 volontari di enti del terzo settore. Il bilancio evidenzia una grande lavoro di rete che connette tutti gli attori della comunità: associazioni, cittadini, istituzioni ma anche mondo profit che attraverso ad esempio attività di responsabilità sociale di impresa o di raccolta fondi intende entrare in contatto con il mondo della solidarietà. In un anno ricco di cambiamenti e ripartenze, segnato in modo indelebile dal Covid, il Csv si è confermato una realtà a supporto costante di associazioni e volontari, punto di connessione tra cittadini e mondo del terzo settore attento ai bisogni delle comunità. In particolare, il servizio di orientamento dei cittadini al volontariato ha messo in campo nuove forze nel volontariato del lockdown per la distribuzione spesa e farmaci ai più fragili, ascolto e accompagnamento di anziani soli, sostegno scolastico online, presidio dei punti di accesso a ospedali e in altri luoghi per evitare assembramenti.
«E’ un bilancio positivo - spiegano il presidente Alberto Caldana e la vicepresidente Laura Roncagli – Il Covid ha messo a dura prova il mondo del volontariato e del terzo settore. Ma non ci siamo fermati e oggi vogliamo essere al fianco delle associazioni del territorio, perché non rinuncino ai servizi e non decidano di sciogliersi. Sarebbe un grave impoverimento per le nostre comunità. Tuttavia la vera ripartenza non potrà prescindere da una svolta innovativa che dovrà coinvolgere anche il terzo settore, in un’ottica di sostenibilità ambientale e non solo». A inizio emergenza, con un fondo messo a disposizione da Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, Carpi, Vignola e CariCento gestito dal Csv, molte associazioni hanno potuto assicurare circa 1200 volontari e usufruire di 32mila dispositivi di protezione individuale distribuiti dagli operatori del Csv, anche grazie alle collaborazioni attivate con Regione, Forum del Terzo Settore e comuni.
Sono stati realizzati 38 eventi formativi rivolti alle associazioni sui Dpcm che si susseguivano e sull’uso del digitale nell’ambito dell’Università del Volontariato per consentire ai volontari di mandare avanti le proprie attività anche da remoto. Le consulenze erogate alle associazioni (1316 tra Modena e provincia) hanno riguardato soprattutto l’adeguamento alle normative anticontagio e alla riforma del codice del terzo settore. Con 363 incontri online che hanno coinvolto oltre 800 soggetti, di cui il 67% enti del terzo settore, il 25% enti locali e 8% gruppi informali e cittadini, il Csv ha dato continuità e avvio a progetti e iniziative territoriali che hanno messo al centro il contrasto alle povertà, sostegno alle famiglie con fragilità, sviluppo delle reti di volontariato nelle comunità.
È così che la Rete regionale degli Empori Solidali, la cui segreteria tecnica è gestita dal Csv, nel 2020 ha aiutato 5383 famiglie, tra cui 5452 minori, mobilitando 865 volontari e ricevendo beni da 317 aziende donatrici. Lo stesso impegno del Csv è continuato con la rete provinciale dei sette empori modenesi.
A Modena, il Csv continua a garantire il proprio supporto al coordinamento di Cà Nostra, progetto di coabitazione di anziani con demenza e deficit cognitivi; con “Cantieri Giovani” ha coinvolto 449 partner tra enti del terzo settore, enti locali, scuole e 1472 studenti per avvicinare i più giovani alla solidarietà; con il “Progetto Natalità”, finanziato dalla Fondazione di Modena con anche la collaborazione di Centro Documentazione Donna, Dipartimento di Economia di Unimore, Fondazione Marco Biagi, Associazione Buona Nascita, si è lavorato per rispondere al grave problema della denatalità in tempo pre-Covid 19, coinvolgendo il mondo delle imprese e dell’associazionismo. Per informazioni: www.volontariamo.it —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
