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Monari Federzoni investe sul green e sostenibilità

Giovanni Medici
Monari Federzoni investe sul green e sostenibilità

Il 65% delle bottiglie di aceto prodotto con vetro riciclato. La carta è certificata Investimenti per produrre in casa l’energia. Irrigazione a goccia per i vigneti

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Giovanni Medici

Dagli imballi in cartone riciclato all’irrigazione dei vigneti, dall’energia prodotta dall’impianto di cogenerazione ai pallet di seconda mano. L’impegno ambientale di Monari Federzoni spa - storica azienda di Solara di Bomporto, produttrice di Aceto Balsamico di Modena Igp, condimenti e bevande - insegue nuovi traguardi e si prefigge obiettivi a 360° sui fronti delle risorse naturali, del packaging e della produzione. Grazie a una centralina metereologica che fornisce in tempo reale dati chimico-fisici, il 50% dei vitigni dell’azienda viene irrigato a goccia, sistema che permette un importante risparmio idrico e che, nel corso del 2021, sarà esteso anche ai nuovi 7 ettari di vigneti di prossimo impianto. Nuovi terreni che si aggiungono agli oltre 100 ettari di proprietà dell’azienda e che costituiscono la suggestiva cornice in cui è immersa la sede e lo stabilimento di Solara di Monari Federzoni spa. Qui, nel 2017, sono stati piantati 50 pioppi e nel corso del 2021 altri 100 tra cespugli e arbusti li seguiranno. Le bottiglie di Monari Federzoni sono poi oggi realizzate con il 65% di vetro riciclato, mentre gli imballi dei prodotti con il 75% di cartone riciclato. Entro il 2021, da tutti i prodotti biologici verranno inoltre eliminate le capsule termoretraibili in PVC e tutta la carta per etichette e imballi in cartone sarà certificata: il 95% dei pallet utilizzati in azienda sono oggi di ‘seconda mano’ e il 100% di quelli destinati all’esportazione sono certificati PEFC. Il 74% dei rifiuti prodotti nello stabilimento è totalmente differenziato - una quota che si prevede di portare all’80% entro fine anno - e il 100% del materiale di supporto delle bobine di etichette, composto da carta e silicone, viene separato e quindi smaltito in modo ecologico evitando 7 tonnellate di rifiuti indifferenziati l’anno. Sotto il profilo energetico il 100% dell'energia acquistata proviene da fonti rinnovabili certificate, ma l’azienda si è attivata anche per autoprodurre parte di quella necessaria ai propri processi produttivi installando, nel 2013, un impianto di cogenerazione alimentato a oli vegetali che produce 3,4 milioni di kw/ora da fonti rinnovabili. Una quantità di energia in grado di alimentare il fabbisogno di un migliaio di abitazioni e 4-5 mila persone. Inoltre, a partire dal 2018 è stato ridotto del 60% il consumo di energia per illuminare lo stabilimento, grazie all'installazione di lampade a Led.

«Sia sul fronte delle strategie aziendali sia in termini di innovazione di prodotto e di processo le imprese sono chiamate a una nuova era di responsabilità - sottolinea Sabrina Federzoni, presidente e ad Monari Federzoni spa - Con questo spirito, tra le prime aziende del settore, abbiamo avviato anni fa un articolato percorso di sostenibilità ambientale che potenziamo costantemente, fissando sempre nuovi e ambiziosi obiettivi. Un percorso che nasce dal profondo rispetto per il territorio modenese nel quale Monari Federzoni è nata e che portiamo in tutti i paesi del mondo in cui siamo presenti con i nostri prodotti: il ruolo del settore agroalimentare è sempre più centrale». —

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