Gazzetta di Modena

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il candidato sindaco 

Veronesi: «Finale è isolata e vanno intercettati fondi Ue»

Mattia Cocchi

«Siamo una centro di passaggio in cui si viene per lavorare e dormire... Va rilanciato il centro dati più servizi e sfruttate le potenzialità delle due scuole»

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Mattia Cocchi

FINALE. Mattia Veronesi è il candidato più giovane tra quelli in corsa per le prossime elezioni amministrattive di dopo estate che avranno il compito di eleggere il nuovo sindaco, ma il candidato alla carica di primo cittadino ha anche le idee molto chiare.«Dobbiamo ripensare Finale e farlo a 360 gradi, ora è un paese di passaggio in cui si viene per lavorare e dormire, la nostra idea è quella di renderlo ricco di servizi e attrattivo — ha spiegato Veronesi candidato del M5S, Generazionene futura 2030, Rifondazione, Articolo Uno e Sinistra civica e coraggiosa, nel suo ultimo incontro — Ora Finale e le sue frazioni sono abbandonati a loro stessi. Oggi le persone non si fermano a Finale, e questo comporta che si perda ogni tipo di stimolo e di interesse verso il proprio paese. Una delle idee alla base del nostro programma è quella di istituire un ufficio Europa che dedichi la sua attività all’intercettazione di fondi europei per uno sviluppo verde e sostenibile. L’utilizzo di queste risorse ci permetterebbe di sfruttare la liquidità comunale per risolvere altri problemi. Io credo che la classica buca, che simboleggia un po’ i classici problemi dei paesi come il nostro, sia alla fine di un percorso e di un ragionamento più complicato. Il nostro dovere è quello di intervenire sul sistema che genera la buca, e non solo di tappare il problema una volta che si è creato. Finale — continua Veronesi — è un paese, seppur piccolo, molto complesso e con tante potenzialità molte purtroppo inespresse. Penso ad esempio a problemi di tipo infrastrutturale che precludono la possibilità di avere un bacino di studenti al Morandi e al Calvi molto superiore di quello attuale. Questi due istituti sono eccellenze che lavorano al 40/50% delle loro capacità, non fatico a pensare che sia possibile portare mille studenti all’interno di queste strutture. Vorrebbe dire avere mille persone in più che ogni giorno raggiungono Finale e frequentano il suo centro e le attività commerciali, che si uniscono alle attività delle numerose associazioni del nostro territorio. Vivere il paese significa dare la possibilità a chi a Finale ci abita già , lavora o studia, di frequentare il centro e sviluppare progetti di vita qui. Il motivo per cui abbiamo deciso di realizzare questo progetto — conclude il candidato alla carica di sindaco — è per dire che un paese diverso da questo esiste, dobbiamo proporre qualcosa di nuovo, di innovativo e vogliamo farlo con questo progetto. Ci sarà da lavorare tanto e insieme possiamo pensare di vedere la luce infondo al tunnel». —



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