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san cesario, gli oppositori si organizzano 

Altolà Cave manda la diffida «Frantoio e betonaggio: basta»

Saverio Cioce

Debora Guarnieri: «I nuovi impianti si aggiungerebbero a impianti già in funzione Autorizzati in zona vietata: quella è un’area di ricarica delle falde acquifere» 

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Saverio Cioce

SAN CESARIO. La data dell’Apocalisse, per i residenti della frazione Altolà, è già scritta.

Più o meno dovrebbe essere tra un anno, quando entreranno in funzione i nuovi impianti di macinazione delle ghiaie in via Martiri Artioli, a fianco della cava Ponte Rosso. E dopo undici anni di escavazioni a fianco del fiume ora da una cava spunta un progetto, approvato dal Comune, che autorizza la ditta Donini a costruire un frantoio e un impianto di betonaggio di enormi dimensioni.

«Lavoreranno la ghiaia proveniente da San Cesario, Spilamberto, Piumazzo, Savignano e Bazzano - lancia l’allarme Debora Guarnieri, portavoce del Comitato Altolà Cave - Per quello che ci risulta non potrebbero realizzare nulla visto che si tratta di un’area di ricarica delle falde acquifere. E lì non potrebbero prelevare certo le acque sotterranee. Da anni la nostra comunità è vittima di lavorazioni industriali delle ghiaie che continuano senza soste, provocando problemi anche alla circolazione per i residui che lasciano sulle carreggiate. Il traffico continuo di ghiaia più le polveri che cadono dai camion creano a terra un fondo scivoloso, una poltiglia pericolosissima quando piove. E oltre al fango ovunque dobbiamo fare i conti con rumori e un frastuono insopportabile per chi vive nelle vicinanze delle cave. Chi fa i turni di notte deve dormire la mattina con i tappi nelle orecchie».

«Tutta la nostra frazione - aggiunge Debora Guarnieri - ha pagato il prezzo più alto per una corsa all’oro grigio in cui altri guadagnano e i cittadini ne pagano le spese. Dove sono le opere compensative promesse? La ciclabile che dovrebbe collegare la frazione al paese? Non c’è nulla».

Inutile dire che ad Altolà rinuncerebbero volentieri a ogni pista per le due ruote, oggi costrette a convivere con il forte flusso di camion che fanno la spola nelle zoen, pur di riavere quella fetta di pianura che è diventato un cratere di cave, di strade sterrate e un deserto di campagne cancellate.

«Diciamo basta alle licenze che vengono date con facilità ai cavatori - conclude la presidente del Comitato - Ci batteremo affinchè in futuro nel territorio sancesarese non venga più concessa una sola cava».

Nel frattempo il conto alla rovescia per il mega-frantoio con annesso impianto di betonaggio è già iniziato. C’è che giura che approfittando della pausa estiva e della calura i lavori inizino tra pochi giorni e comunque entro l’estate.

Il Comitato Altolà Cave dal camto suo ha mandato al sindaco Zuffi la richiesta per un incontro:nessuna risposta diretta, nessun appuntamento nè telefonate. Anche i consiglieri eletti - Daniela Pelloni, Paolo Vicini, Eleonora Costa, Lorena Agnano - però non si perdono d’animo perchè sanno che sarà una lotta legale molto lunga e non escludono la strada politica. —

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