«Ennesima difficoltà da affrontare»
Dal 6 agosto in cinema e teatri si entrerà solo col green pass. Aumenterà però la capienza delle sale: in zona gialla arriverà al 50%, in zona bianca si salirà a mille spettatori.
Nell’immediato il cambiamento è accolto con una certa perplessità da Berto Gavioli, direttore artistico del Teatro Michelangelo di Modena e del Duse di Bologna. «In questa ripartenza così difficile, anche e soprattutto per noi che gestiamo teatri privati – sottolinea – il green pass è l’ennesima difficoltà logistica da affrontare. La domanda è: che tipo di figura sarà colui che avrà il compito di controllare un documento così privato e personale? Non credo possa essere una persona qualsiasi. Non mi stupirebbe vedere persone che decidono di non mostrarlo ad una semplice maschera per esempio, mettendoci a quel punto in grosse difficoltà. In ogni caso, noi ci stiamo muovendo per riaprire in autunno, restituendo le nostre proposte teatrali che i modenesi hanno sempre dimostrato di apprezzare».
«Il Michelangelo su 480 posti ne potrà rendere disponibili solo 240 – nota Gavioli – e questo dal punto di vista della sostenibilità è un grande problema. Tuttavia una boccata di ossigeno che ci consentirà di ripartire l’avremo dal “Fus”, il Fondo unico per lo spettacolo. Siamo fieri e felici di comunicare che il Michelangelo di Modena è tra gli unici tre teatri privati in Italia che quest’anno hanno avuto i requisiti per essere riconosciuto come beneficiari di questo fondo speciale, per la maggior parte destinato ai teatri pubblici». —
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