Palazzo incendiato: ascoltato l’uomo-bersaglio
Il nordafricano rintracciato e interrogato per chiarire il movente del raid. Resta gravissimo uno dei due malviventi ustionati
È stato rintracciato ed ascoltato dai carabinieri l’uomo designato come bersaglio del raid incendiario in via Emilia Ovest che mercoledì sera ha portato al rogo dell’edificio con 21 intossicati e una dozzina di famiglie temporaneamente senza abitazione. I militari hanno voluto capire dalle sue parole quale fosse il movente di questa azione punitiva gravissima finita in maniera goffa che ha portato a ustionare gravemente due dei cinque autori del gesto, ora ricoverati in gravi condizioni e indagati per incendio doloso. L’esito dell’interrogatorio non è noto, ma è stato confermato ieri mattina in Procura.
L’indagine sta quindi muovendosi nell’ambito dell’ipotesi di uno sgarro grave che avrebbe visto come protagonista il giovane che doveva bruciare nell’abitazione e che invece quella sera era fuori casa. Unico elemento noto: si tratta di un tunisino, come i due attentatori rimasti gravemente ustionati.
I due sono ancora ricoverai in ospedale in gravi condizioni, come detto. Le condizioni del 29enne a Verona sono le più critiche: ha riportato ustioni di terzo grado in varie parti del corpo. Di minore gravità, ma sempre preoccupanti, le ustioni dell’altro, il 21enne ricoverato a Parma. Gli investigatori del comando di Modena stanno lavorando anche per identificare gli altri tre complici del raid incendiario. Quando al palazzo, sono inagibili tre appartamenti: quello preso di mira, che è anche sotto sequestro giudiziario, l’appartamento adiacente sullo stesso pianerottolo e quello sopra: hanno tutti riportato gravi danni dal rogo e dal fumo. Agibili gli altri appartamenti che potranno essere rioccupati al più presto dopo che i Servizi sociali del Comune avevano prestato aiuto agli inquilini sfollati durante l’opera di spegnimento trovando loro un alloggio temporaneo. I danni in questo caso risultano più contenuti. —
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