Pattuzzi lancia la campagna: «Qui serve un sindaco forte»
L’ex presidente della Provincia si presenta puntando su sanità, giovani e strade «Biolchini in questi anni ha fatto il regolatore di traffico: c’è bisogno di chi decide»
Daniele Montanari
Pavullo. Ha fatto il suo debutto tra i giovani Graziano Pattuzzi nell’ufficializzare ieri mattina la sua discesa in campo come candidato sindaco per Pavullo nella sede dell’ex Comunità Montana. Un ritorno a casa per lui, che ne è stato presidente dal 1991 al 1995, per poi passare alla guida della Provincia e del Comune di Sassuolo, fino ad assumere nel 2010 la presidenza della società per la realizzazione dell’Autostrada Cispadana.
Ha lanciato la campagna con un gruppo all’insegna dei Giovani Democratici (presenti la segretaria del Frignano Susan Baraccani e il segretario provinciale Matteo Manni) ma col sostegno anche di “vecchi leoni” (il capogruppo in Consiglio Stefano Iseppi e il consigliere Aroldo Corsini, il segretario Fabio Leonelli e Paolo Ballestrazzi dei Repubblicani). Ma la candidatura è sostenuta anche da Italia Viva (presente Andrea Iori) e Azione. Le liste per il momento sono tre (La Torre, la civica Pattuzzi Sindaco e gli ambientalisti di Volt), ma potrebbero diventare quattro. L’obiettivo era quello di creare un grande raggruppamento di tutto il centrosinistra. Ma c’è stata la fuga in avanti di Stefano Scaruffi con la sua candidatura.
Proprio da qui è partito Pattuzzi: «Se siamo gli ultimi a presentarci è perché abbiamo lavorato fino all’ultimo per arrivare a un unico schieramento di centrosinistra – ha sottolineato – purtroppo non è stato possibile, ma non per volontà nostra. Abbiamo fatto tutti i passaggi necessari, elaborando insieme in questi mesi un unico programma. Vorrà dire – ha scherzato – che gli altri presenteranno una fotocopia». Poi subito oltre: «Se sono qui a propormi con i capelli bianchi e qualche ruga è perché penso che Pavullo dopo questi cinque anni abbia bisogno di esperienza per ripartire – ha detto – non del nuovo a tutti i costi. A Pavullo serve un sindaco all’altezza di una tradizione che ha dato figure come Armando, Minelli, Lenzini, Miglioli e Canovi. Ecco, io credo che in questi cinque anni abbiamo un po’ perso questa tradizione, con un sindaco che invece di decidere ha fatto il regolatore di traffico, rimandando a questo o a quel responsabile. Non può essere così: Pavullo ha bisogno di qualcuno che lo porti ad essere centro politico del Frignano, cerniera e sintesi del territorio. Un Comune capo distretto deve essere questo: deve portare avanti gli interessi del territorio e andare a bussare alla porta degli enti superiori, a cominciare dalla Regione, con autorevolezza».
«In questo quinquennio è mancata completamente la programmazione, la visione del futuro – ha rilanciato – sono stati portati avanti solo i progetti lasciati pianificati nel 2016: di suo questa giunta ci lascia in eredità una vaga idea di un condivisibile polo scolastico e una buona idea di Parco Ducale che si scontra con lo stato in cui è l’area».
Da qui i suoi capisaldi: «Ospedale innanzitutto, con più servizi sul territorio e riapertura del Punto nascita, ma anche revisione del sistema dei primari a scavalco che ha penalizzato le aree periferiche. Poi viabilità, al servizio del brillante tessuto economico che abbiamo: la tangenziale di Pavullo è una priorità per tutto il Frignano, ma serve un progetto fattibile. E bisogna guardare all’adeguamento dell’Estense. Poi i giovani: vanno create le condizioni per tenerli sul territorio, perché il futuro sono loro. Noi pensiamo di poter vincere al primo turno – ha chiosato – ma siamo pronti anche al ballottaggio, pronti a governare con un’ampia squadra che saprò gestire con la capacita di ascolto e mediazione che mi ha sempre contraddistinto». —
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