Gazzetta di Modena

Modena

Un lungo corteo di lavoratori contro la chiusura della “Navigare”

Serena Arbizzi

Dipendenti di Ondulati Maranerllo, Unifer Navale e Goldoni hanno sfilato a fianco degli 82 della Manifattura Riese 

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Serena Arbizzi

Chiudere qui per delocalizzare la produzione di uno dei marchi fashion più noti d’Italia in altre città. È una delle eventualità sotto la lente d’ingrandimento di sindacati, rsu e lavoratori per il marchio Navigare, prodotto da Manifattura Riese, per cui è iniziato il conto alla rovescia. Dal primo agosto, infatti, a 82 lavoratori potrebbero arrivare le lettere di licenziamento dalla proprietà, passata per la maggioranza alla fiduciaria Luchi di Milano, che pochi giorni dopo l’acquisto ha messo in liquidazione la storica realtà. Il 20% è ancora nelle mani di Navy Group che fa capo alla famiglia fondatrice Brunetti.

Ieri mattina l’abbraccio e l’affetto della comunità verso gli 82 lavoratori che hanno scelto di far conoscere con un corteo, e uno sciopero di otto ore promosso da Cgil Filctem e Filcams e Femca Cisl, la situazione ingloriosa in cui versa il brand.

Per le vie di Rio Saliceto, partendo proprio da via San Lodovico, dove aveva sede l’azienda, fino alla piazza, attraverso il mercato, la folta serpentina, guidata dal funzionario di Cgil Filtecm Sergio Greco, è passata sulle note di “Bella ciao” e altri canti. «Vogliamo fare conoscere a tutti la fine che rischia di fare un marchio storico, non perché non ci siano le condizioni favorevoli per andare avanti: la proprietà diserta i tavoli di trattativa e non dialoga sul futuro dei lavoratori», esclama a più riprese Greco.

Molti più di cento i partecipanti, con rappresentanze di altre aziende in situazioni di grandi difficoltà, come Ondulati Maranello, insieme alla sindacalista Sabrina Vaccari, e Unifer Navale. Non potevano mancare i lavoratori della vicina Goldoni.

«Fare sciopero ci sembra il minimo: ci piace restituire un po’ di solidarietà visto che ne abbiamo ricevuta veramente tanta – spiega Leo Puca della rsu Goldoni, con un nutrito gruppo di lavoratori e Angelo Dalle Ave, sindacalista che ha rimandato la pensione per lottare insieme a loro nei duri giorni del presidio – Abbiamo fatto una colletta in azienda e l’abbiamo consegnata al presidio di Unifer Navale. Anche in questo caso è un segno con cui vogliamo ridare un po’ di quel tanto che ci è stato donato», aggiunge Puca.

«Ai lavoratori Navigare mi sento di dire: “Tenete duro” e proteggete il vostro posto di lavoro», rimarca la segretaria provinciale di Fiom Stefania Ferrari insieme a Cesare Pizzolla della segreteria Cgil. Il corteo è stato inoltre punteggiato dalle magliette “Naufragare”, con una versione in chiave amaramente ironica dell’Infinito di Leopardi. E di volantini che riprendevano una immagine del film “Titanic”. Vicinanza agli addetti è stata espressa anche da Pci, da Carpi Comune e dai delegati e delegati di Coop Alleanza 3.0 che ha affisso in piazza un grande cartello.

Solidarietà ai lavoratori della Riese dalla consigliera regionale Stefania Bondavalli, dall’amministrazione di Rio Saliceto, con il vicesindaco Luca Brex, insieme alle assessore Nicoletta Manca e Lara Baraldi. La consigliera Bondavalli e gli amministratori hanno poi incontrato le delegazioni sindacali in Comune: è stata sottolineata la priorità di creare certezze per il futuro dei lavoratori dal primo agosto.

Ed è emerso a più riprese quanto trapeli l’evidente intenzione dell’azienda di costruire un futuro per il marchio, senza tenere conto dei lavoratori. «L’azienda ha una filiale in Bulgaria che, nel 2020, anno del Covid, ha reso oltre 800mila euro: il problema della Manifattura Riese, quindi, non è certo economico», ha denunciato un sindacalista. —



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