«A rischio i reati di mafia È una questione di sicurezza»
l’intervento
È stato tra i principali sostenitori della “riforma Bonafede” che ha contribuito fattivamente a scrivere. L’annacquamento di quel progetto ha portato Vittorio Ferraresi ad alzare i toni, offrendo ai social uno sfogo in pieno stile, anomalo per lui, da sempre considerato un educato mediatore. L’ex sottosegretario alla Giustizia è infatti tra i più strenui oppositori della “riforma Cartabia” a cui tenterà di portare vari emendamenti, “ma se resterà così non potremo votarla”, ammette.
Il parlamentare dei 5 Stelle si sente in buona compagnia sul fronte delle critiche: «Non è più una questione politica o di bandierina – sostiene – alle perplessità del Movimento si affiancano quelle dell’Associazione Nazionale Magistrati, di diversi presidenti di Corte di Appello, delle procure Antimafia o del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri che tutti conoscono. Se anche loro parlano di un pericolo per la sicurezza, allora dobbiamo fermarci e prenderne atto perché, ad esempio, i reati di mafia rischiano di non arrivare mai ad una verità giudiziaria. Non parlo degli omicidi, ma ad esempio delle estorsioni o della corruzione. In sostanza abbiamo circa 150mila processi che rischiano di finire al macero: è giusto rispondere così alla legittima richiesta di giustizia dei cittadini?».
Ferraresi detta poi alcuni punti cardine su cui lavorare e dai quali non si può prescindere: «Possono smantellare la Bonafede, ma bisogna trovare soluzioni concrete ai tempi della giustizia. Noi ci abbiamo provato e alcuni aspetti li avevamo individuati: investimenti imponenti sul personale amministrativo e dei magistrati attraverso varie assunzioni; tempi di indagini più certi a tutela dei cittadini; superamento di alcune forme non più adeguate: penso ad esempio al cambio di un giudice del collegio giudicante, alla procura speciale, alle notifiche e alla digitalizzazione delle comunicazioni. Dobbiamo stare al passo dei tempi, è inutile rimanere vincolati a forme non più attuali. Così com’è, posso già dirlo, la “riforma Cartabia” non è votabile, ma spero in una mediazione utile all’intero sistema della giustizia penale e soprattutto a garantire giustizia ai cittadini italiani». —
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