Reperti archeologici in piazza dieci anni fa non li trovò nessuno
Lavoro in Piazza Martiri Partigiani, una storia anche di georadar e scavi nel 2011 per il parcheggio sotterraneo
Gabriele Bassanetti
Nel giugno del 2011, ben dieci anni fa, vennero effettuati scavi di “verifica del rischio archeologico” in piazza Martiri Partigiani. Non trovarono nulla, decretarono che si poteva scavare senza paura di subire stop.
Sorpresa. Oggi, a distanza di dieci anni, a pochissimi metri dal punto in cui si scavò, sono emerse le mura che stanno di fatto fermando il cantiere infinito di rifacimento della piazza, cominciato nel 2019 con una prospettiva di sette mesi di lavori e ancora in corso, in parte per il Covid e in parte proprio per i ritrovamenti archeologici che, pur avendoli esplicitamente cercati dieci anni fa, nessuno vide e adesso ci sono.
All’epoca la giunta in carica aveva in animo di realizzare un parcheggio interrato sotto la piazza. La scelta era arrivata dopo un lungo dibattito politico e anche con la cittadinanza. L’idea era quella di liberare la superficie di piazza grande e garantire i posti auto con tre piani sotterranei. Era indicata dall’assessore ai lavori pubblici dell’epoca, Claudia Severi, come una priorità per il Comune di Sassuolo.
Per questo, spiegava in un comunicato, erano stati prima effettuati rilievi con il georadar e poi, il 3 giugno, in collaborazione con la Soprintendenza ai beni storici, vennero effettuati gli scavi di due trincee che tagliavano per il largo la piazza, entrambe da dieci metri di lunghezza, tre di larghezza e due di profondità.
«Non vogliamo assolutamente rischiare di iniziare un’opera tanto importante – spiegava l’assessore - e poi doverci fermare per la scoperta di reperti archeologici inamovibili. Per questo motivo stiamo effettuando tutti i passaggi necessari e le verifiche del caso».
Gli scavi non rilevarono nulla, per cui pochi giorni dopo uscì il trionfante comunicato che annunciava il nulla osta alla realizzazione del parcheggio interrato.
Seguirono progetti e concorsi di idee, per studenti e architetti, su come modificare la piazza prevedendo spazi senza auto e un creativo ingresso al parcheggio sotterraneo. Finchè nel 2015 venne annunciato invece l’abbandono del progetto per problemi di costi (diversi milioni di euro) e l’adozione di un piano più snello, quello attuale, con i parcheggi ancora in superficie e il rifacimento di pavimentazione, arredi e sottoservizi.
Certo, esisteva comunque la quasi certezza che gli scavi necessari, ben più ridotti rispetto alle necessità di realizzazione di un parcheggio di tre piani, non venissero fermati da ritrovamenti archeologici, già esclusi da rilievi con georadar e trincee scavate appositamente. E invece, primo stop mesi fa per i ritrovamenti nella zona del duomo (distante dai luoghi in cui si scavò), e gli ultimi per il ritrovamento di mura antiche a non più di cinque metri dal luogo di scavo di una delle trincee del 2011.
Possibile una sfortuna simile? Reperti archeologici mancati per cinque metri e non visti dalle scansioni? E’ tardi per chiedersi se quei rilievi vennero davvero effettuati con tutti gli accorgimenti tecnici che meritavano. Ormai, nonostante l’ennesimo stop, il cantiere della piazza dovrebbe essere davvero vicino a conclusione. E auspicabilmente, non si scaverà più per i prossimi cinquant’anni. —
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