Due parchi per le vittime delle foibe e Rivi «Tragedie della follia che non hanno colori»
A Pavullo ieri doppia intitolazione delle aree verdi di via Serra di Porto e via Verga, con presenza bipartisan di consiglieri
Daniele Montanari
PAVULLO. Doppia intitolazione di parchi ieri mattina a Pavullo, con scelte dense di significato.
Alle 9.45 l’area verde di via Serra di Porto è stata dedicata ai Martiri delle Foibe, alla presenza di una fitta rappresentanza istituzionale: dal sindaco Biolchini al vice Iseppi (FdI), gli assessori Camatti, Ongari (Lega) e Belloi (FI), i consiglieri Venturelli (civico), Vignocchi (FdI), Corsini (Pd) e Santi (Lega), carabinieri, polizia (Stradale e Locale) e associazioni (Paracadutisti e Anpi). A benedire il cappellano parrocchiale don Marco. L’intitolazione ha fatto seguito a una delibera di giunta approvata a metà dicembre prima che la mozione di Venturelli presentata per lo stesso scopo (il 5 dicembre) venisse discussa nel Consiglio del 28 gennaio, dove c’è stata comunque approvazione unanime.
«È dall’inizio del mio mandato che volevo arrivare a questo momento – ha sottolineato Biolchini – è una giornata importante per il paese, in cui i colori vanno messi da parte e per questo ringrazio per la presenza di consiglieri di diversi schieramenti: di fronte a un’immane tragedia come quella delle foibe, dobbiamo lavorare tutti perché questa follia non si ripresenti. Non abbiamo scelto a caso un parco per questa intitolazione. Qui giocano tanti ragazzi e si riposano tanti anziani: spero che leggendo il cartello venga la voglia di discutere, studiare, capire quello che è successo. È così che si annaffia la pianta della libertà, che non ha colori». Giuseppe Barbanti dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia è intervenuto come comitato provinciale (per conto di Giampaolo Pani) ricordando che dal luglio 1954 circa 1.500 profughi istriano-dalmati vennero ospitati al campo San Marco di Fossoli per 16 anni. «Queste intitolazioni – ha detto – sono un parziale risarcimento storico». In passato a Pavullo per due volte la proposta fu respinta in Consiglio comunale: quando la presentò Daniele Iseppi nel 1999 e quando la ripresentò Gianluca Vignocchi nel 2007, sempre per il centrodestra.
A seguire, l’intitolazione (senza l’Anpi) del parco di via Verga al beato Rolando Rivi (1931-1945). Allo scoprimento del cartello Biolchini ha chiamato Venturelli, riconoscendo la paternità dell’iniziativa alla mozione che presentò nel maggio 2019. «Era un seminarista di soli 14 anni – ha ricordato Biolchini – la sua uccisione è una delle più grandi tragedie della guerra per la sua efferatezza. Mi auguro che portando qui figli e nipoti possiate raccontare loro questa storia, e dire una preghiera».
«Di fronte a un’uccisione a 14 anni io penso che si debba andare oltre la categoria buoni/cattivi per parlare di quella degli innocenti vittime della ferocia e della follia umana – ha osservato Venturelli – traendo un monito da quello che è successo. È importante ricordare in questa storia anche il perdono di cui furono capaci i famigliari verso i carnefici: è qualcosa che interpella ancora tutti noi». —
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