Gazzetta di Modena

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la denuncia di cgil 

Infermieri e Oss in prima linea ma l’indennità 2020 non arriva

Gabriele Farina

Il personale ospedaliero aspetta il secondo semestre passato De Nicola: «Correzioni già fatte ma serve tempo per inserire i dati nelle buste paga»

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Gabriele Farina

Mesi in prima linea, ma l’indennità non arriva. Infermieri e operatori sanitari, tecnici di radiologia e di laboratorio modenesi attendono ancora pagamenti del secondo semestre 2020. «I lavoratori hanno ragione di essere arrabbiati», si schiera Alessandro De Nicola, referente per la Sanità della Cgil Modena. Il sindacalista ha seguito diversi casi in strutture di Modena e provincia.

«Al Policlinico sono state fatte le opportune correzioni - illustra De Nicola - nelle buste di giugno. Con l’Ausl di Modena è stato trovato l’accordo a fine maggio e le indennità verranno pagate ad agosto. Abbiamo sollecitato l’ospedale di Sassuolo: resta da capire quali reparti sono stati riorganizzati, per quali lavoratori e per quanto tempo. Servono i tempi tecnici per inserire i dati nelle buste paga, lavoratore per lavoratore. Quando i reparti sono stati riorganizzati, non c’è stato il tempo di modificare il software».

La radice della protesta risiede tuttavia ben più lontano da Modena o Sassuolo. «Il principale inghippo riguarda la disponibilità dei fondi del salario accessorio - rimarca il sindacalista - Il meccanismo nazionale è stato pensato infatti per l’ordinario svolgimento della vita della pubblica amministrazione. Aumentando l’assetto, il fondo è stato incrementato, ma non in modo adeguato, nonostante i due provvedimenti attuati dal governo Conte. Non dimentichiamo che veniamo da dieci anni di tagli nei salari». Tante le ruote del meccanismo che si sono inceppate. «Il grosso ritardo è indubbio - sancisce De Nicola - ma ci sono alcune spiegazioni comprensibili. Il secondo periodo della pandemia ha modificato i rapporti con i lavoratori. Il pubblico impiego ha un meccanismo folle per il salario accessorio: viene assegnato soltanto se vi è la certezza di avere le risorse. Le modalità di assegnazione sono diverse da quanto accade in genere: quando vi è la certezza dell’assegnazione, scattano gli accordi con i sindacati».

Ecco perché quando ci avviciniamo ad agosto 2021 alcuni lavoratori devono ancora ricevere le indennità per le prestazioni del luglio 2020. «Stiamo parlando in media di cinque euro al giorno - quantifica il sindacalista - ovvero cento euro al mese per chi ha prestato servizio nei reparti classificati come Covid». Il versante economico si accompagna alla rivendicazione sindacale. «I lavoratori hanno diritto di essere arrabbiati indipendentemente dalla professione che svolgono - sottolinea De Nicola - Non può passare il principio che solo chi lavora in prima linea sia pagato tempestivamente». —

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