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Dal mais ai pomodori e vigneti la grandine presenta il conto

Elena Pelloni

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Elena Pelloni

Ha qualcosa di tropicale l’estate modenese di quest’anno. E non solo per il caldo afoso, al quale siamo già abituati da tempo, ma per il ripetersi di eventi meteorologi estremi. Come i violenti rovesci dei giorni scorsi, i quali, oltre a forti e improvvisi alluvioni, sono stati caratterizzati da pesantissime grandinate. Sono durati pochi minuti, ma sono bastati perché sulle campagne di San Cesario, Spilamberto, San Vito Portile, Montale, Fiorano, Sassuolo e Novi si registrassero pesanti danni da grandine. Coldiretti Modena ha effettuato un primo monitoraggio registrando disagi soprattutto in frutticoltura, dove le reti antigrandine degli impianti hanno sì, protetto la produzione, ma hanno riportato grossi danni fino a essere divelte. Chi invece non era munito di reti è ora impegnato nella conta dei danni del raccolto. Tra i frutti più colpiti la susina, nel pieno della raccolta e i vigneti. «Siamo di fronte in Italia – sottolinea Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. L’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni non impatta solo sul turismo ma ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti. L’estate 2021 – conclude Coldiretti – registra fino a oggi il maggior numero di tempeste di ghiaccio dell’ultimo decennio». Ma l’emergenza non è finita e non riguarda soltanto la zona del modenese. L’allerta maltempo, infatti, rimane e potrebbe portare con sé nuovi fenomeni estremi.

«Serve un nuovo sistema assicurativo, con polizze più semplici e fruibili, in grado di coprire in toto sia i danni alle colture che alle strutture» è la denuncia del presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Marcello Bonvicini, che fornisce una prima fotografia dell’area del disastro. «Stiamo monitorando il cratere interessato dall’evento atmosferico improvviso per fare una stima precisa dei danni» prosegue Bonvicini, spiegando che la violenza della grandine trasportata da un forte vento ha colpito la Val d’Arda di Piacenza, la Bassa reggiana e il Modenese, da Castelfranco a Sassuolo. Poi diverse città nelle provincie di Bologna e Ferrara. —

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