Gazzetta di Modena

Modena

Pavullo 

Nella mostra di Ricci è la civiltà contadina a diventare il presepe

D.M.
Nella mostra di Ricci è la civiltà contadina a diventare il presepe

2 MINUTI DI LETTURA





L’iniziativa

Pavullo. Può sembrare strana una mostra di presepi in estate, quando a tutto si pensa tranne che al Natale. Ma non è strana affatto se i presepi sono quelli di Giuseppe Ricci e l’ambientazione le stanze del castello di Montecuccolo. Da una parte infatti nelle creazioni la rappresentazione della Natività è lo spunto per prendere una macchina del tempo e fare un viaggio nel passato dell’antica civiltà contadina di queste terre. Dall’altro il castello è l’emblema della storia qui. Ecco dunque l’idea di un connubio indipendente dalla festività ma che condurrà fino al termine del periodo delle feste: inaugurata nei giorni scorsi, rimarrà fino al 9 gennaio 2022, visitabile negli orari di apertura del castello (tutti i giorni in questo periodo estivo, per info 327 8770278).

Si parte dalla sala con nove diorami aperti che raffigurano luoghi simbolo di Pavullo e circondario, tra cui la Galeotta, la vecchia fornace, la rocca di Benedello e Pompeano. Poi si sale su una scala e si arriva in due suggestive e raccolte salette che sono la collocazione ideale per undici teche che racchiudono i tesori dell’arte scultorea, pittorica e scenografica di Ricci, che qui ha messo il frutto di dieci anni di lavoro e passione. Da un riquadro all’altro scorrono la Recita del sermone, il Sogno di san Giuseppe, Pane quotidiano, il Castello di Montecuccolo, la Fonda, la via del Castello a Monzone, la Pieve di Renno, Profumo di vino (con il calendario che significativamente rimanda alla data di nascita di Ricci), la Chiesa di Lavacchio, quella di Sassoguidano e molto altro, incluso un emblematico “Lavoro e serenità” che è l’emblema del rimando nostalgico a un passato in cui c’erano molte meno comodità ma tanti aspetti della vita erano più autentici.

«Questa mostra vuole essere un omaggio al Frignano terra dei Montecuccoli, ricca di castelli, chiese e borghi che hanno saputo mantenere nel tempo il loro fascino – sottolinea Ricci – per questo l’abbiamo voluta già in estate, per dare ai turisti la possibilità di immergersi in emozioni, ricordi e tradizioni. Per me più che presepi sono “teatrini della memoria”, ricordi di vita vissuta in semplicità da tanta gente. Con occhio attento, si possono scoprire nei particolari, negli oggetti e nei gesti le mille sfaccettature di una civiltà contadina ormai dimenticata, ma che era così vera un tempo». “Un’emozione a ogni teca” ha scritto un visitatore nel libro delle firme. Sintesi perfetta. —

D.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google