«Sanzioni contro chi delocalizza e chiude»
Sanzioni contro delocalizzazioni selvagge con conseguenti perdite dei posti di lavoro. Le invocano le federazioni reggiana e modenese e tutto il corpo regionale del Pci nell’esprimere piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Manifattura Riese SpA, marchio Navigare, impegnati in una dura vertenza che li vede rischiare il posto di lavoro ed i mezzi di sussistenza.
«Un’impresa detentrice di un marchio prestigioso – spiegano le federazioni modenese e reggiana del Pci, dipartimento politiche del lavoro – che ha una posizione di mercato importante, che non vive una crisi produttiva, di commesse e neppure finanziaria, che decide di chiudere lo stabilimento. A che fine abbandonare la produzione laddove è nata? Per spostarla ancora una volta (direttamente o cedendo i marchi) in paesi e territori ove il lavoro è (ancora) meno tutelato che in Italia ed in Emilia Romagna?».
Oggi è in programma un ulteriore incontro presso il Ministero del Lavoro su Manifattura Riese. «Anche questa volta la proprietà risulterà latitante? – continua il Pci – La cosa non ci stupirebbe, tanto più in un Paese, l’Italia, che nonostante abbia il lavoro quale criterio fondante della propria democrazia (art. 1 della Costituzione), da tanti, troppi, anni, vede susseguirsi governi e parlamenti, che al di là del “colore” affermato lavorano solo e soltanto in favore della proprietà delle imprese». I governi «non ipotizzano mai alcuna reale sanzione nei confronti delle proprietà che smantellano, delocalizzano, chiudono». —
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