Braccio di ferro tra Tar e Comune su strutture del ristorante “L’anatra”
È finita al Tar la controversia tra il Comune di Carpi e la proprietà del ristorante e relais “L’Anatra”. Dopo un sopralluogo della Polizia locale, infatti, sarebbero state trovate irregolarità nella parte esterna.
La proprietà, la società Marsoph Fruit, ha avviato un procedimento giudiziario che ha portato alla sospensiva decisa dal Tar. Questo per far sì che il locale, già gravato dal lockdown, non perdesse ulteriori possibilità di lavoro. «Abbiamo provveduto a tutte le sanatorie. I controlli sono stati effettuati pochi giorni dopo la riapertura», fanno sapere dal locale.
Il Comune, tramite il dirigente all’Urbanistica ed Edilizia privata, l’architetto Renzo Pavignani puntualizza che «dal sopralluogo della Polizia locale (novembre 2020) sono emersi diversi interventi edilizi abusivi, non solo la tendostruttura, peraltro autorizzata come struttura temporanea nel 2015 (da smantellare entro sei mesi) ma mai rimossa».
«La sospensiva del Tar – continua Pavignani – è stata emessa solo in quanto “atto dovuto”, visto che al contempo la parte ricorrente ha depositato, anche se fuori dai termini, domanda di Scia per sanare le irregolarità edilizie, precisando - in sede di discussione telematica - che la tensostruttura sarebbe stata rimossa. Infine, la domanda di sanatoria è già stata rigettata dall’amministrazione in quanto le opere eseguite non sono sanabili».
«L’emanazione di provvedimenti di demolizione di opere abusive – conclude il dirigente – in generale sanzionatori di illeciti edilizi e così via, non sono stati oggetto di “sospensive” da parte dei decreti ministeriali che si sono susseguiti in questa fase di emergenza sanitaria e da questo punto di vista l’amministrazione non può esimersi dal perseguire illeciti edilizi». —
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