Gazzetta di Modena

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MULTIUTILITY. la semestrale 

Hera si allarga in tre regioni e fa shopping L’utile sale del 20%

Giovanni Medici

Acquistate quote in Friuli, Marche e presto in Abruzzo Ok aumento rifiuti trattati, materie plastiche vendute e energy

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Giovanni Medici

Indicatori economico-finanziari in forte crescita per il Gruppo Hera, il cui Consiglio di amministrazione, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato ieri all’unanimità i risultati consolidati relativi al primo semestre di quest’anno. La multiutility che serve buona parte del territorio modenese, spiega una nota dell’azienda, “prosegue nel proprio percorso ininterrotto di sviluppo, promuovendo una crescita guidata da sostenibilità e innovazione, forte di una strategia che bilancia crescita interna e nuove acquisizioni, attività regolamentate e a libera concorrenza”. Negli ultimi mesi Hera ha acquisito quote di società in Friuli e Marche e nei prossimi mesi farà lo stesso con il 90% della società Ecogas in Abruzzo. Nel primo semestre 2021 i ricavi sono stati pari a 4.179,7 milioni, in forte aumento (+22,8%), rispetto all’analogo periodo del 2020. In particolare, alla crescita hanno contribuito il settore ambiente, con l’aumento dei rifiuti trattati e delle materie plastiche vendute, e le aree energy. Il Margine operativo lordo (Mol) si è attestato invece a 617,9 milioni, in aumento del 10,4% rispetto al 30 giugno 2020. Il risultato operativo è salito a 343,6 milioni (+16,2%) rispetto ai 295,7 milioni dell’analogo periodo del 2020, anche grazie al miglioramento della gestione finanziaria, pari a 55,1 milioni. L’utile prima delle imposte è salito a 288,5 milioni (+20,5%), anche grazie a partite straordinarie. A fronte di risultati positivi come quelli ottenuti il Gruppo Hera ha garantito un utile netto per gli azionisti pari a 216,1 milioni di euro (+30%), rispetto ai 166,2 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente. Gli investimenti operativi netti sono passati da 195,1 milioni al 30 giugno 2020 a 237,4 milioni nel primo semestre 2021, in aumento del 21,7%, e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture, a cui si aggiungono gli investimenti per la sostituzione dei contatori e l’ambito depurativo e fognario. Migliorato ulteriormente è pure l’indebitamento finanziario netto, attestatosi a 2.956,7 milioni al 30 giugno scorso rispetto ai 3.227 milioni del 31 dicembre 2020. “La solidità finanziaria di Hera – che emerge anche dalle valutazioni delle principali agenzie di rating, tra cui il recente upgrade di Standard & Poor’s a BBB+ con outlook stabile – va di pari passo con la strategia di sviluppo sostenibile, che la multiutility – spiega sempre il Gruppo Hera - persegue fin dalla nascita, e la capacità di gestione di rischi e opportunità, attestata la scorsa settimana dalla ESG Evaluation di S&P Global Rating”. Il presidente Esecutivo del Gruppo Tomaso Tommasi di Vignano sottolinea come “questi risultati semestrali riflettano il buon andamento del Gruppo e ci consentano di guardare al futuro con fiducia, in linea con lo storico percorso di crescita della multiutility e l’attenzione alla creazione di valore per i nostri azionisti e i territori in cui operiamo. In particolare, coerentemente con gli indirizzi strategici del Piano industriale al 2024, stiamo effettuando una serie di operazioni di sviluppo per linee esterne, che ci consentiranno di consolidare la leadership italiana nel trattamento dei rifiuti e ampliare ulteriormente la nostra piattaforma impiantistica, con strutture all’avanguardia e soluzioni per le aziende in chiave di economia circolare. Le sole acquisizioni nell’area ambiente, una volta concluse, genereranno a regime un apporto aggiuntivo sul Margine Operativo Lordo del Gruppo pari a circa 20 milioni di euro”. —



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