Riese, stop ai licenziamenti per 67 addetti
Tavolo al Ministero, dopo gli scioperi e il corteo. L’azienda prolunga la cassa integrazione col mantenimento dei posti
Serena Arbizzi
La bella notizia tanto attesa è arrivata, colmando di gioia i cuori carichi di speranze di una settantina di lavoratori: dopo la dura battaglia sindacale dei mesi scorsi, culminata con un corteo partecipatissimo, Manifattura Riese non spedirà lettere di licenziamento ai lavoratori. In più, è stata protratta la cassa Covid fino al 27 ottobre.
Un primo, importante, risultato è quindi emerso dopo l’incontro al Ministero del Lavoro sulla vertenza della Manifattura Riese di Carpi con i rappresentanti sindacali territoriali e nazionali di Filctem e Filcams Cgil, della Cgil confederale, Femca e Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, la Rsu aziendale, il liquidatore incaricato dall’azienda insieme al consulente e al legale, il rappresentante di Unindustria Reggio, i rappresentanti della Regione , per scongiurare i licenziamenti a seguito della procedura avviata dall’azienda il 14 maggio 2021 e che dal primo agosto potevano diventare realtà.
«Il nostro obiettivo resta quello di salvaguardare tutte le maestranze – spiega Sergio Greco, funzionario di Filctem Cgil Carpi – Sono molto soddisfatto di questo risultato, ottenuto nella stessa giornata in cui è stato firmato anche il nuovo contratto nazionale del tessile, il primo nato durante il Covid, con cui siamo riusciti a tamponare i licenziamenti della Riese. Senza l’obiettivo ottenuto, fra tre giorni, 67 lavoratori, id cui una quarantina del Carpigiano, sarebbero già stati licenziati. 15, infatti, hanno trovato lavoro: si tratta per lo più di personale dei negozi. Ci rimettiamo, dunque, in cammino per una trattativa che dev’essere la migliore possibile».
Si lotterà, dunque, perché l’azienda rimanga attiva e si continui nella ricerca di un eventuale acquirente che possa dare seguito sia alla produzione che al marchio Navigare. I rappresentanti aziendali, sollecitati anche dalle istituzioni regionali e nazionali, hanno anche aperto alla possibilità di chiedere ulteriori ammortizzatori sociali conservativi (cassa straordinaria Genova) dopo la cassa covid.
L’azienda ha accettato che per tutto il periodo in cui saranno utilizzati gli ammortizzatori conservativi, si astiene da qualsiasi azione unilaterale di licenziamento
Le parti saranno convocate nuovamente il 12 ottobre al Mise.
«Utilizziamo questo tempo per il confronto – dichiara l’assessore regionale Vincenzo Colla – Nella prossima riunione chiederemo, come già fatto, all’azienda e alla proprietà di trovare le soluzioni utili per salvaguardare l’occupazione ed evitare gli esuberi. Ribadiamo che sarebbe incomprensibile e inaccettabile non utilizzare gli strumenti legislativi in essere».
Esprime soddisfazione anche la viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde: «Sono contenta si sia trovata una prima soluzione utile a salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori evitando il licenziamento collettivo. Il Mise, come è stato confermato al tavolo, si impegna a riconvocare le parti in vista di una possibile soluzione alternativa che rilanci concretamente questo marchio storico che è un’eccellenza italiana». —
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