Il sindaco: «I tagli dei pioppi necessari per la sicurezza»
«Anche durante l’ultimo temporale degli alberi si sono spezzati ed era rischioso» «Nessuno mi accusi di non difendere il verde. Li ripianteremo alti fino a 5 metri»
Stefania Piscitello
Non vuole essere accusato di non avere a cuore il verde cittadino il sindaco Gian Francesco Menani, che è intervenuto nel dibattito che si è acceso in seguito all’annuncio dell’abbattimento di 54 pioppi cipressini al Parco Ducale perché considerati pericolosi e dunque a rischio schianto.
«Non accetto – ribadisce - accuse di mancato rispetto del polmone verde cittadino: in autunno, ogni pianta tagliata sarà sostituita da un giovane esemplare già formato di un’altezza tra i quattro e i cinque metri, corredato da un impianto d’irrigazione che gli darà la possibilità di crescere rapidamente». Il primo cittadino rispondendo alle numerose polemiche che si sono sollevate in città, spiega come la decisione sia stata sofferta: «Ma è assolutamente necessario per la sicurezza di tutti come certificato da un perito di cui abitualmente si serve anche la Regione». Il sindaco prosegue sottolineando la pericolosità delle alberature, emersa dalla perizia eseguita dall’agronomo Antonaroli di San Giovanni in Persiceto ed evidenziata anche da un episodio avvenuto lunedì, quando sulla città si è abbattuta la bomba d’acqua: «Ha fatto precipitare al suolo – dice il sindaco – la cima secca di uno di questi pioppi: si sono staccati rami della lunghezza di tre, quattro metri che, se avessero colpito qualcuno, avrebbero potuto portare a conseguenze nefaste». L’operazione, che prenderà il via lunedì, durerà oltre un mese: «Non è possibile attendere l’autunno per abbatterle e sostituirle immediatamente – spiega Menani – in realtà abbiamo atteso anche troppo tempo dovendo rispettare tutte le procedure burocratiche». Si è atteso agosto per far terminare la nidificazione degli uccelli, come da direttiva europea e, pare, anche perché in questo periodo sono meno i frequentatori del parco, dunque sarà più semplice transennare via via le parti oggetto di intervento e procedere con l’abbattimento delle piante, una ad una. Intanto ieri la città si è spaccata in due: se tanti sono stati coloro che hanno accettato, pur a malincuore, la decisione dell’amministrazione, dall’altra numerosi sono stati i cittadini che si sono uniti all’appello lanciato dal circolo sassolese di Legambiente, Fridays For Future, Gruppo Naturalistico sassolese, Terra Pace e libertà e Lipu – sezione Modena. «Perché – chiedono le associazioni - non è stata chiesta una seconda perizia? Perché non è stato deciso di intervenire con una certa gradualità negli abbattimenti, stabilendo una graduatoria delle pericolosità?». E mentre le associazioni parlavano di “strage di alberi monumentali sottoposti a vincolo paesaggistico perché inserite nel complesso monumentale ducale” ieri alcuni cittadini, sui social dove più si è acceso il dibattito, hanno anche ipotizzato una raccolta firme. —
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