La Manfredini e Schianchi riparte con nuova proprietà
L’azienda di tecnologie per industria è stata acquisita in affitto da una società del grande Gruppo Minerali Industriali di Novara: salvati i 28 posti di lavoro
Stefano Turcato
Ventotto posti di lavoro salvati. La dichiarazione di fallimento dell’azienda Manfredini e Schianchi di Sassuolo nel giugno scorso aveva gettato nello sconforto i dipendenti e le loro famiglie ma ora la vicenda di questa impresa, che produce tecnologie per impianti industriali e macchine per il trattamento delle materie prime, ha trovato soluzione. Potrà ripartire un’impresa che è presente sul mercato da quasi sessant’anni.
Il fallimento era stato dichiarato il 17 giugno e ora, dopo poco più di un mese, ha avuto esito positivo la procedura per l’affitto dell’azienda. Il contratto di affitto, che comprende anche la controllata Manfredini & Schianchi Green Tech, è stato sottoscritto dalla Green Tech Engineering, società italiana controllata da Minerali Industriali Engineering, che fa parte del grande Gruppo Minerali Industriali di Novara. Una realtà importante nel settore delle materie prime con una produzione annua di 3,5 milioni di tonnellate, 21 giacimenti, 27 unità produttive (12 in Italia, 4 in Europa, una in Asia, 3 in Nord Africa, 7 in Centro Sud America) e 620 addetti nel mondo. Nel 2020 il Gruppo novarese è riuscito a incrementare il fatturato consolidato a quota 132 milioni di euro, vale a dire +5% rispetto all’anno precedente.
Il Gruppo ha dato vita alla Minerali Industriali Engineering con l’obiettivo di progettare, costruire e vendere impianti per il trattamento delle materie prime dure tanto per la casa madre quanto anche per altre aziende attive negli stessi ambiti produttivi. La scelta di acquisire l’affitto della sassolese Manfredini e Schianchi si deve anche alla volontà di ampliare l’offerta commerciale del settore engineering in nuove aree di mercato con riferimento particolare alla ceramica, un ambito in cui l’impresa ha consolidato un rapporto significativo dal 1962 lavorando nel campo degli impianti per il trattamento delle materie prime tenere.
«In questa fase di mercato in cui si registra una sostanziale crescita dei consumi industriali – ha dichiarato Marco Bargioni, amministratore unico di Green Tech Engineering – le imprese rivolgono un'attenzione crescente alla possibilità di ammodernare i loro impianti adattandoli alle necessità di oggi, ossia risparmio energetico ed efficienza produttiva in primis. Per essere competitivi non basta essere tecnologicamente avanzati ma è necessario disporre di un’ampia gamma di prodotti e di competenze tali da soddisfare in modo sartoriale le necessità dell’utente finale offrendo così un pacchetto completo».
La pandemia nel corso del 2020 aveva determinato difficoltà notevoli all’impresa sassolese, che nel febbraio scorso aveva tentato la strada del concordato con riserva ma senza riuscire successivamente a evitare il fallimnento: «Se cinque anni fa avevamo fatturato una quindicina di milioni – aveva dichiarato nel mese di febbraio il socio Fabio Schianchi – si deve considerare che nel 2020 ci siamo fermati a circa tre milioni di euro e non poteva essere altrimenti con tutto quello che è accaduto».
Ora la svolta e i 28 posti di lavoro salvati. —
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