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Cambio della Croce a San Pellegrino in Alpe

Luigi Spinosi
Cambio della Croce a San Pellegrino in Alpe

Domani con il vescovo Castellucci torna una tradizione che va avanti da 750 anni. Slitta però la riapertura del museo

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Luigi Spinosi

FRASSINORO. Una tradizione secolare che va avanti da oltre 750 anni . Quella di domani sarà una domenica di festa a San Pellegrino in Alpe, l’abitato più alto dell’intero Appennino settentrionale con i suoi 1.525 metri, con il rituale Cambio della Croce, la simbolica croce di faggio presente nell’area del Molo, l’altura di fronte al santuario dedicato a San Pellegrino e San Bianco. È prevista anche la presenza degli arcivescovi delle due province, Paolo Giulietti per Lucca ed Erio Castellucci per Modena. Slitta invece per una questione burocratica la riapertura, dopo oltre due anni e mezzo, del museo etnografico. Sarà dunque una domenica dal sapore davvero speciale per la comunità di San Pellegrino e per i tanti turisti che vivono abitualmente il borgo diviso tra i comuni di Castiglione e Frassinoro. Il Cambio della Croce, avverrà a mezzogiorno. Alle 11 sarà celebrata la santa messa e nel pomeriggio seguiranno le meditazioni musicali con “Dune Mosse”, mentre sin dal mattino sarà aperto il mercatino artigianale. A differenza degli anni passati il “Giro del Diavolo”, cioè il pellegrinaggio tradizionale nei luoghi della tentazione subita dai santi, non si terrà a orari precisi né in gruppi organizzati, ma potrà essere percorso in autonomia per tutta la giornata.Disponibile anche la rassegna espositiva che don Fulvio Calloni ha inaugurato nei locali dello storico santuario, annesso al museo. Al fianco del museo, le cui porte dunque rimarranno chiuse, sarà aperta un’esposizione nelle stanze del santuario dal titolo “San Pellegrino in Alpe: una storia di confine” con reperti storici legati al santuario le cui prime tracce scritte risalgono attorno all’anno 1100. All’interno un bassorilievo dell’ottavo secolo raffigurante il Papa che benedice San Pellegrino, una fonte battesimale dello stesso periodo e la cancellata del 1400 che circondava la teca dove ancora oggi sono raccolte le spoglie di San Pellegrino e San Bianco. Attraverso alcuni pannelli informativi, è anche possibile conoscere la storia del luogo. Il motivo dello slittamento della riapertura del museo? Burocratico. È chiuso dal gennaio del 2019 per questioni legate alla sicurezza, alle vie di fuga e al rispetto della normativa antincendio. Finalmente era stato dato il via libera anche se per un accesso contingentato del pubblico sia per la regolamentazione dei flussi di visitatori, sia per il rispetto delle norme imposte dall’emergenza sanitaria. Manca però ancora qualcosa almeno secondo qualche tecnico che non ha dato l’ultimo lasciapassare. —

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