Festa dei neodiciottenni tra Inno di Mameli e storia In piazza musica e civismo
Gabriele Farina
SOLIERA. «Magari a scuola ci fossero lezioni così». In piazza Lusvardi l’entusiasmo si lega alla scoperta della Costituzione e della storia italiana.
La Festa dei Diciottenni si apre con un segno individuale e termina con un canto collettivo. Il sipario si leva con la consegna ai neomaggiorenni delle chiavette delle città, dispositivi Usb con il testo della Carta fondamentale del nostro Paese.
«È la bussola della nostra società civile», spiega il sindaco Solomita. I titoli di coda scattano sulle note del Canto degli Italiani, musicato da Novaro. I due nomi possono sorprendere. Se però si riconduce il cognome di Novaro a Goffredo Mameli, l’autore delle parole, allora l’inno italiano diventa più chiaro.
L’esecuzione è preceduta da una “Chiacchierata briosa” con lo storico Michele D’Andrea e vede lo storico nei panni del direttore d’orchestra. «Ho sempre cantato l’inno di Mameli - dice Linda Rebecchi, neodiciottenne - Mio padre canta nel coro e anch’io amo il mio inno: lo canto sempre». Il coetaneo Fabio Alessio: «Ho scoperto molti aspetti che non conoscevo. Mi ha sorpreso come la lingua italiana sia riuscita ad andare oltreoceano: non pensavo che fosse così».
Tra le figure riscoperte, il compositore Giovanni Battista Viotti, indicato come il compositore della Marsigliese. «Essere cittadina vuol dire sentirsi parte di una grande famiglia - interviene Viola Biolchini - Ora che ho diciotto anni è ancora più evidente: si entra ancor di più nella società». «È bello vivere in Italia per molti aspetti che l’Italia ci offre - sottolinea Martina Zattera - come i monumenti e la storia». Elena Ferrante non vede l’ora di varcare il traguardo della maggiore età: «A scuola non parlano di questi temi - rimarca - Mi interessa tanto comprendere in che mondo andrò quando compirò diciotto anni. Molti della mia età non sono stimolati a votare e nemmeno a esercitare i propri diritti».
Un’ora circa di educazione civica in piazza, dunque. «Assolutamente sì - riprende la giovane - Si può istruire anche chi ha la mia età sui temi che riguardano il nostro Paese». «Con il compimento dei diciotto anni si può prendere la patente, votare e avere accesso a numerose nuove opportunità e nuovi diritti - ricorda il sindaco - Questi ultimi si coniugano anche a maggiori responsabilità». —
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