«Samuele, Matteo e i loro due amici erano appena arrivati in vacanza»
«Erano le 6. Un orario strano per una telefonata. Ero a letto ancora addormentato. Chiaro che mi sono preoccupato. Era mio nipote Samuele. Mi ha detto dell’incidente, che era cosciente e che cadendo si era rovinato una mano. Mi ha raccontato dell’incidente e di Matteo. Da quello che diceva forse non sapeva ancora che era morto. Mi ha solo detto che stavano pedalando in fila e che era davanti a Matteo. Matteo è stato colpito dall’auto». Luciano Albertazzi, il nonno di Samuele Gandolfi, ogni tanto interrompe il discorso per l’emozione. È arrivato da Bologna per stare nella casa di Castelfranco dopo che i genitori di Samuele sono dovuti partire subito per Gallipoli nel cuore della notte.
«Dovevano fare solo una settimana di ferie con gli altri due amici. Erano appena arrivati col Flixbus e sono usciti per la loro prima serata. Terribile destino».
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