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La mossa di Mirandola 

Hospice, la Fondazione dice sì «Ma ora tocca anche agli altri»

F.D.
Hospice, la Fondazione dice sì «Ma ora tocca anche agli altri»

La presidente Butturi conferma il sostegno al progetto sociale di San Possidonio Pronto un milione di euro. «Opera importante però i vari enti siano partecipi»

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MIRANDOLA. La Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola mette un altro punto fermo sulla realizzazione dell’hospice a San Possidonio. Lo ha fatto attraverso una valutazione della Giunta esecutiva che ha confermato il proprio sostegno – già quantificato in un milione di euro sui 5 necessari – al progetto. Sull’ambizioso piano socio-sanitario, invece, la Fondazione di Carpi ha pesantemente frenato, dicendosi disponibile a contribuire con 300mila euro, palesando tutte le perplessità in gran parte legate alla location. Ponte Pioppa, infatti, non è particolarmente gradito dal fronte carpigiano anche se finora ha trovato grande sostegno dai due gruppi dell’Associazione Malati Oncologici.

La scelta della Fondazione di Mirandola non è però limitata a garantire un contributo; le parole della presidentessa Giorgia Butturi sono infatti un chiaro segnale di stimolo anche a tutti gli altri attori che finora si sono detti pronti a sostenere la Fondazione San Martino, ente a cui è demandato il progetto dell’hospice.

«Esaminando attentamente il tema della realizzazione di un hospice funzionale alle esigenze dei territori dell’Area Nord e delle Terre d’Argine della provincia di Modena, all’unanimità gli Organi della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola hanno rinnovato la disponibilità a concorrere alla realizzazione del progetto», è l’incipit della presidentessa, che poi però va a stuzzicare chi ancora tentenna. Il sostegno da un milione di euro arriverà soltanto “a condizione che siano creati i presupposti di partecipazione degli enti istituzionali e si ricerchino le idonee soluzioni economiche, sanitarie e gestionali volte a garantirne la realizzazione e la sostenibilità sul lungo periodo. Nel ribadire, dunque, l’assoluta importanza di una tale struttura per il nostro territorio e la disponibilità della Fondazione a contribuire alla sua realizzazione, si ritiene imprescindibile che il progetto sia compiutamente definito in tutti i suoi profili finanziari, gestionali e partecipativi, con l’intervento diretto dell’Ausl. L’impegno di tutti è indirizzato ad operare nell’interesse di coloro che necessitano di cure palliative, presso una struttura quale l’Hospice, e delle loro famiglie».

Detto in altre parole: Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola rimane attore protagonista del progetto-hospice, ma non vuole restare da sola a fare da traino finanziario. Se altri soggetti dovessero chiamarsi fuori dal percorso per perplessità o dubbi economico anche Mirandola dovrà fare una attenta riflessione. Ecco perché l’intervento di Ausl viene visto come una garanzia, la presenza del pubblico è infatti considerata un collante per i vari enti a oggi in campo. —

F.D.

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