Impianti per ceramica Il fatturato è superiore al periodo pre Covid
Cresce il fatturato delle aziende italiane di macchine e attrezzature per ceramica e laterizio nei primi 6 mesi del 2021. La variazione rispetto al primo semestre del 2020 (quando le aziende scontarono tra marzo e aprile il lockdown nazionale e un rallentamento già in atto negli investimenti in beni strumentali) è pari al +53,9%. Il dato più confortante deriva però dal confronto con il periodo pre-pandemia: il fatturato del primo semestre di quest’anno segna infatti un +12,8% rispetto ai primi 6 mesi del 2019, un trend particolarmente significativo per tutto il comparto che può far sperare in un 2021 di vera svolta, dopo anni di flessione. La 29esima indagine statistica nazionale del Centro Studi Mecs-Acimac (l’associazione che rappresenta queste aziende) mostra come il settore abbia chiuso il 2020 con un fatturato di 1,48 miliardi di euro, con una diminuzione dei volumi che ha toccato il 14,5%. Il 2020 ha visto pressappoco invariato sia il numero delle imprese attive (139 rispetto alle 141 del 2019) che il numero degli occupati, a quota 6.951, con un lieve calo dello 0,3%. In linea con il 2019 il fatturato estero pesa per il 73,4%, 1,086 miliardi di euro, ma subisce un calo del 13,9%. L’Ue si conferma la principale area di destinazione delle macchine italiane per ceramica e assorbe il 27,9% (299 milioni di euro) del fatturato totale; seguita dall’Asia (India, Malesia, Thailandia, Vietnam, ecc…Cina esclusa) al secondo posto con un valore di 161 milioni ed un’incidenza del 14,8%, e dal Sud America al terzo posto, con 139 milioni (12,8%). Cina/Hong Kong/Taiwan è l’unica macroarea che, con un +57,6%, registra una crescita del fatturato rispetto al 2019, anno in cui l’export si fermò a 66 milioni di euro, contro gli oltre 100 milioni del 2020. Nella suddivisione del fatturato il 2020 ha confermato la predominanza dell’industria delle piastrelle ceramiche che ha inciso per l’82,5% sul volume d’affari complessivo (1,2 miliardi), anche se registra un -17% rispetto allo scorso anno. Secondo posto per il settore dei laterizi, che copre il 6,8% della quota di mercato. A seguire i sanitari e la stoviglieria/oggettistica. «Non è ancora possibile parlare di normalizzazione della congiuntura economica, ma questi dati indicano che la direzione post pandemia è quella giusta – dichiara Paolo Mongardi, presidente Acimac – Nonostante la perdurante crisi globale il nostro comparto lo scorso anno è riuscito a mantenere alta l’occupazione e rallentando la caduta del 2019. I dati del primo semestre 2021 vedono i primi forti segnali di ripresa, prova più che tangibile di un’onda d’urto che le nostre aziende hanno saputo reggere e respingere». —
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