Gazzetta di Modena

Modena

«Così San Giorgio tornerà a risplendere specchiandosi nella sua storia»

Alfonso Scibona

Gli architetti Vincenzo Vandelli e Andrea Natalucci svelano cos’hanno scoperto e come stanno procedendo i restauri della chiesa 

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IL RESTAURO

Alfonso Scibona

«Siamo oltre la metà dei lavori e davvero molto avanti. Certamente ci sono state delle sorprese per cui i lavori rispetto a quanto ne era previsto il completamento, cioè il 30 agosto, dovranno attendere anche a settembre...». Così l'architetto Vincenzo Vandelli, progettista e coordinatore dei lavori per il rifacimento della facciata della chiesa di San Giorgio. Il duomo cittadino. «Abbiamo scoperto una serie di informazioni – continua - raccolte in sede di progetto, e col cantiere non solo hanno trovato conferma, ma hanno comportato il dover affrontare una situazione più complessa. La facciata è stata ricostruita dopo la demolizione di quella Cinquecentesca, ed è stata ampliata con un materiale nobile e delle maestranze entrambi di grandissima qualità. La facciata è stata poi completata non nella prima fase, ma in una seconda avvenuta 20 anni dopo. Allora il progetto ha dovuto prevedere il consolidamento della situazione ritrovata e tutto questo è stato eseguito completamente. L'intonaco di prima istanza era rosso e quello di seconda, vent’anni dopo, giallo. Poi sono stati trovati tanti frammenti che sono stati ricuciti e consolidati, ricollegati in questo modo c’è una lettura un po’ più articolata rispetto a quello che noi pensiamo. Non è soltanto intonaco, ma consolidamento e ripristino delle parti mancanti. Abbiamo eseguito anche tutto il restauro delle parti con finestre, urne ed altri accessori...».

Un lavoro complesso e minuzioso.

«Abbiamo il vantaggio di avere una ditta che si è dimostrata molto attenta, preparata e attrezzata. Con sopralluoghi continui della Soprintendenza e dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Quando abbiamo trovato dei francobolli di un intonaco antico, c’è sempre stato il problema: come lo consolidiamo? Come farlo capire? Perché un problema è vederlo da vicino, vis a vis, a 20 centimetri, un altro è vederlo a distanza. Il telo davanti alla chiesa è stato importante perché la gente si è già preparata a vedere quello che sarà. Non più a faccia a vista, perché era una chiesa non faccia a vista, ma intonacata. Non intonaco fatto come vediamo nelle chiese intorno, ma con un intonaco particolare».

Le sorprese?

«I due finestroni dipinti - conclude - che hanno dimostrato di avere ancora delle parti colorate molto complesse e che sono identiche a quelle trovate nel disegno. Poi abbiamo trovato delle canne fumarie e ci stiamo domandando se fosse una chiesa riscaldata. Poi ci sono le urne ritrovate, i vasi da ricomporre...». «Credo che questi lavori siano un salto nel passato e nello stesso tempo nel futuro – aggiunge il parroco dell'Unità Pastorale don Patrick Valena - per ricostruire tutta la storia e andare a recuperare i colori, così come erano nello stato originario. La nostra chiesa poco a poco sarà sempre più aperta, bella e accogliente. Mettere insieme la fine dei lavori della piazza con la fine dei lavori della facciata di San Giorgio sarà per tutta la cittadinanza un grande regalo. Non solo per quanto riguarda la viabilità e i parcheggi che verranno ripristinati ma per godere di una bellezza grande, grandissima, che è il nostro centro storico». «Continueremo i lavori anche in agosto – precisa l'architetto Andrea Natalucci, dello studio Leonardo, curatore del restauro - e probabilmente parte di settembre. Però siamo a buon punto. Gli intonaci sono arrivati alla parte bassa, si stanno finendo delle opere di consolidamento murario. E agosto sarà anche focalizzato al restauro delle urne, e dei vasi, che sono i pinnacoli che ora in parte non si trovano più e in parte sono degradati. È necessario restaurare anche questi». —



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