Il 15 ottobre inizia la rottamazione verde dei vecchi televisori
roma. Oltre 15 milioni i televisori da rottamare in circa 15 mesi. Queste le stime per i due passaggi che spingeranno milioni di persone a cambiare la tv. Il primo passo, che comincerà gradualmente dal 15 ottobre, consisterà nell’oscuramento di tutti gli apparecchi che non dispongono dell’alta definizione. Secondo le previsioni dei fornitori, a fronte di una vendita annuale standard di circa quattro milioni e mezzo di televisioni, per l’anno in corso ne è stata ipotizzata la vendita di sei milioni e mezzo, stima che cresce fino a nove milioni per il prossimo anno. Il secondo passaggio, infatti, scatterà a partire dal 1° gennaio 2023, giorno da cui sarà necessario dotarsi di un apparecchio con digitale terrestre di seconda generazione (Dvb-T2).
Ma come funzionano rottamazione e recupero delle nostre televisioni? Lo spiega Aura, società specializzata nel riciclo del Raee, ossia i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Gli apparecchi che appartengono alla categoria R3 deI Raee arrivano nello stabilimento di Aura direttamente dalle isole ecologiche o da centri di recupero autorizzati, in contenitori specifici che vengono stoccati all’interno dell’area produttiva, in zone autorizzate. Successivamente, operatori specializzati trasferiscono i rifiuti all’interno dell’area di smontaggio manuale dove i dispositivi subiscono dapprima la rimozione delle parti plastiche posteriori e successivamente tutta la componentistica elettronica interna quali schede video, schede audio, schede di potenza e tutti i materiali destinati al recupero. Il residuo del televisore viene inviato alla triturazione all’interno di un macchinario chiamato “Blubox” (del quale esistono solo pochi esemplari in tutta Europa) dove un operatore inserisce manualmente, uno per volta, i monitor da trattare. Questo macchinario, che lavora totalmente sotto vuoto (per evitare immissioni di sostanze nocive nell’ambiente), tritura e separa perfettamente i materiali, restituendoli divisi in metalli, plastiche e vetro. L’integrazione della fase manuale di separazione dei materiali con l’innovatività della “Blubox”, garantisce un recupero della cosiddetta “materia prima seconda” in percentuali molto elevate e di grande purezza (che ne consente il riuso nella produzione di nuovi beni di consumo). —
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