Gazzetta di Modena

Modena

la “banda della bancarotta” 

Il notaio arrestato è tornato in libertà e di nuovo al lavoro

D.M.
Il notaio arrestato è tornato in libertà e di nuovo al lavoro

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È tornato non solo libero ma anche al lavoro il notaio modenese finito agli arresti domiciliari il 14 luglio nell’ambito dell’operazione Trust con cui la polizia di Stato ha disposto custodie cautelari nei confronti di dieci persone: nove finite ai domiciliari e una già in carcere raggiunta lì dall’ulteriore misura. Si tratta dell’avvocato Andrea Bitonti, ritenuto a capo della cosiddetta “banda della bancarotta” capace in sei anni di far sparire decine di milioni di euro in capo ad aziende in crisi per sottrarli alle procedure fallimentari. Da qui le accuse, a vario titolo, di concorso in bancarotta, riciclaggio, falso.

Pendevano anche sul notaio che però, assistito dagli avvocati Roberto Ghini e Luca Brezigar, già due giorni dopo si è presentato davanti al gip Romito rispondendo per più di un’ora a tutte le sue domande e anche a quelle del pm Graziano, la cui presenza in un interrogatorio di garanzia non era scontata. I chiarimenti forniti gli sono valsi la revoca dei domiciliari, ma rimaneva un’interdittiva all’esercizio della professione.

Venerdì in udienza al Tribunale della Libertà di Bologna è caduta anche quella, perché il giudice ha disposto la revoca della maxi ordinanza iniziale (500 pagine) con cui era finito ai domiciliari. Con ricaduta anche sull’interdittiva del gip. «È stato un lavoro immane, ma ha dato i suoi frutti – sottolinea l’avvocato Ghini – per una settimana un pool di sei legali tra i due studi ha studiato notte e giorno 19 faldoni con 20mila pagine relative all’indagine. Abbiamo risposto depositando al Tribunale della Libertà 100 pagine di analisi critica dell’ordinanza, ed evidentemente i nostri rilievi hanno colto nel segno. Siamo lieti di aver raggiunto un risultato del genere in così poco tempo, soprattutto per la profonda convinzione che abbiamo avuto fin dall’inizio di difendere una persona che non ha compiuto alcun illecito, da professionista di straordinario spessore quale è».

In base alle motivazioni del Tribunale della Libertà ora la Procura potrebbe anche decidere di chiedere l’archiviazione della sua posizione. —



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