Storica intesa tra sei sindaci per la strada rivoluzionaria
I Comuni del Cimone chiedono a Bonaccini di esaminare un piano da 47 milioni per realizzare un collegamento diretto con la Fondovalle. E accedere alla pianura
Daniele Montanari
Sestola. L’idea in sé è dirompente: cancellare il concetto di “periferia” per l’Alto Frignano.
Martedì pomeriggio al termine della presentazione del suo nuovo libro a Sestola (“Il Paese che vogliamo”) il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha ricevuto i sindaci del Cimone (Sestola, Riolunato, Montecreto, Pievepelago e Fiumalbo, a Fanano l’incontro sarebbe stato serale) che gli hanno fatto una bella sorpresa. Gli hanno chiesto di esaminare un piano da 47,5 milioni per realizzare un collegamento diretto tra Strettara (e quindi il Cimone) e la fondovalle Panaro Sp4 al Molino, dove c’è la confluenza dello Scoltenna e del Leo. Gli hanno cioè riproposto il vecchio progetto di sviluppo della rete viaria che la Provincia aveva negli anni ’70 aggiornato ai nostri giorni.
Un percorso in tutto di 18 km (17.940 metri per la precisione), di cui solo 5 di nuova realizzazione: gli altri sono di strade comunali e provinciali solo da allargare. Partendo dal ponte di Strettara, 1.630 metri di Statale 12 Dir (denominazione assunta col passaggio ad Anas) sono già pronti così e portano a Valdalbero. Da qui ci sarebbe da fare un primo tratto di 3 km di nuovo tracciato che costeggia lo Scoltenna fino a Pian della Valle. Poi si prende la Sp 31 di Acquaria: 2.380 metri da adeguare con 4,7 milioni. Quindi il secondo tratto nuovo di circa 2 km sempre a costeggiare lo Scoltenna: in tutto 5.160 metri di nuovo tracciato per una spesa di 23,2 milioni per entrambi. Arrivati al ponte di Olina, si prendono a Pavullo 1.170 metri della comunale via Laghetto, da adeguare con 4 milioni. Quindi un breve tratto della Sp 30 di Sestola (500 metri) su cui investire 1,5 milioni. E infine l’adeguamento dei 7.100 metri che restano a Sestola sulla comunale via Scoltenna per essere in Fondovalle, con una spesa di 14,2 milioni. In tutto una somma di 47.658.000 euro.
Con questo tracciato, dalla Fondovalle in un quarto d’ora si sarebbe a Strettara, e quindi al Cimone e nella Valle del Pelago. Il fatto storico è che per la prima volta tutti i sei sindaci dell’Alto Appennino si sono riuniti in una richiesta, al di là del colore politico. Bonaccini ha apprezzato, assicurando che la proposta verrà presa in considerazione. Se va in porto, è una rivoluzione viaria: l’Estense e la Giardini smettono di essere la porta per l’Alto Appennino e il ruolo di arteria di penetrazione passa alla Fondovalle. Potrebbe anche essere messa in discussione a questo punto l’utilità della tangenziale di Pavullo.
«Col rapido collegamento alla Sp4 ci avviciniamo a Vignola e Bologna, e quindi alla ferrovia e all’aeroporto, guardando al turismo internazionale – nota il sindaco di Sestola Marco Bonucchi – sono convinto che il progetto possa essere appoggiato anche da Guiglia, Zocca, Montese, Marano e Vignola. E che possa procedere in parallelo all’adeguamento della Sp4 che ho invocato in questi giorni». Il tessitore dell’intesa a sei intanto è stato Corrado Ferroni da Pieve: «È un piano che non ha colori politici, ma solo quelli del futuro – sottolinea – i nostri universitari in un attimo sarebbero a Vignola e da lì in treno a Bologna. Ed è anche una risposta al nulla che Pavullo ha fatto registrare in questi anni sulla tangenziale». «Con un progetto così, bello e sostenibile, si cambiano le sorti di un territorio. E in parallelo si decongestiona l’Estense» nota Leandro Bonucchi da Montecreto. «È un piano che darebbe al territorio un’interconnessione straordinaria – rimarca Alessio Nizzi da Fiumalbo – da Strettara in un’ora saremmo a Modena Sud. È nuovo sviluppo». —
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