Il parco fluviale vive anche la sera grazie allo “Spazio alla deriva”
Mattia Vernelli
MARANO. È tornata a suonare forte la musica sulle sponde del Panaro, a Marano. Eventi, feste, musica dal vivo: “Spazio alla deriva”, aperto 7 giorni su 7, ha dato linfa vitale al Parco fluviale. «Abbiamo voluto mantenere l’impronta artistica che già contraddistingue lo “Spazio Libero Caffè alternativo”, l’altro nostro locale in Piazza Turati a Castelnuovo. Il primo mese – dice Lorenzo, socio di maggioranza - ci siamo concentrati sul dj set ed è andata piuttosto bene. Alla Silent night abbiamo dato più di 750 cuffie e se ne avessi avute altre 200 probabilmente sarebbe state acquistate. Per quanto riguarda il cibo, la nostra produzione partirà dal prossimo anno, allestiremo una cucina».
E prossimamente?
«Vista la risposta del pubblico al Panarorock, ci sposteremo sulla musica dal vivo, un settore che ha sofferto tanto in questo anno e mezzo. Coinvolgeremo il birrificio Whitedog di Rocchetta di Guiglia per due giorni di musica, birra, street food e bancarelle. Proporremo anche aperitivi con sottofondo di musica classica, ritrovi di artisti con i propri strumenti, e non mancheranno band abbastanza conosciute. Tutti eventi ancora da organizzare e calendarizzare».
“Spazio alla deriva” ha vinto il bando per la gestione da aprile a settembre dei prossimi due anni, con tacito rinnovo per altri due anni. «Durante il periodo della pandemia abbiamo scelto di investire ed aprire nuove attività. Una mossa spregiudicata quanto ambiziosa visto il periodo, che sta dando i suoi frutti».
I quattro soci – Lorenzo, Francesco Schenetti, Francesco Melchiori e Cynthia Delmonte – si dividono la mole del lavoro tra Marano e Castelnuovo. «Il format che sta alla base dei nostri locali è “più spazio”. Tutto è nato quasi da una necessità. Eravamo 4 amici, ognuno con il proprio lavoro. Ci mancava qualcosa – racconta Lorenzo - così abbiamo preso questo spazio per dedicarlo a noi stessi. L’importante era non andare in perdita. Così è nato lo “Spazio libero” a Castelnuovo, un luogo dove dare sfogo alle nostre esigenze artistiche: c’era chi dipingeva, chi fotografava, chi cucinava. Piano piano è diventata un’attività sempre più importante, pur mantenendo sempre quella sensibilità verso l’arte che continua ad animare i nostri locali: c’è chi con la chitarra regala sottofondi alle serate, chi si presenta con un libro per leggere e chi porta le proprie foto e le appende al muro. È nata da una necessità giovanile, poi si è trasformato in quello che è adesso, più per volontà del cliente che nostra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
