Le proprietà di Crotti all’asta C’è anche l’area ex Silan, edificabile
Scade il 27 settembre la possibilità di partecipare alla gara per aggiudicarsi uno dei tanti beni
Serena Arbizzi
Parte dell’impero dei beni appartenenti una volta al pioniere dell’imprenditoria nel campo del tessile Renato Crotti sono stati messi all’asta. I beni sono intestati alla società Dmr e il Tribunale ha provveduto a indire una gara per 16 lotti, alcuni dei più significativi collocati a Carpi, altri in più città d’Italia, come, ad esempio, Biella, Rovigo e, per rimanere sul territorio, Novi.
Sono due i beni immobili, in città, sotto la lente d’ingrandimento. Si tratta del grande terreno di circa sei ettari a ridosso del casello dell’Autobrennero, adiacente all’uscita dell’autostrada, quindi, posizionato sullo stradello Frignani. Il secondo riguarda un’area più vicina al centro, dove, una volta, sorgeva l’ex Silan, fabbrica che ha fatto la storia del comparto del tessile abbigliamento, la cui zona d’insediamento è stata demolita e bonificata nel 2015. Per quanto riguarda la prima area, sullo stradello Frignani, la superficie, come detto, è di circa sei ettari e la base d’asta è di 5 milioni e 900mila euro. Qui la destinazione è commerciale e, vista l’appetibilità della collocazione, qualcuno avrebbe già messo gli occhi su questo terreno. Si parla di area edificabile anche nel secondo caso, quello dell’ex Silan, dove la base d’asta è di poco superiore ai 3 milioni e 700mila euro, con offerta minima di 2 milioni e 778mila. In entrambi i casi si tratterebbe di trasformazioni importanti. Per l’ex Silan, poi, in caso di acquisto della superficie edificabile, a seconda delle intenzioni del proprietario potrebbe sparire un pezzo importante di verde, vicino a nuove palazzine costruite nel quartiere vicino di via Cimabue.
La gara è fissata per il 28 settembre, quando presso l’istituto vendite giudiziarie si apriranno le buste dei potenziali acquirenti, che dovranno pervenire il giorno precedente, entro mezzogiorno. «Chi acquisterà lo farà direttamente dalla procedura aperta dal Tribunale di Modena – spiega il curatore della società, il dottor Claudio Gandolfo – I beni all’asta sono di vario tipo: si parla di superfici edificabili, ma anche di immobili quali capannoni o uffici. I lotti, in tutto, sono 16». La società Dmr è fallita su istanza in proprio, ossia su richiesta degli stessi soci. Tornando indietro nel tempo, infatti, si risale al 2015, quando era stato impostato un piano attestato di risanamento ex articolo 67 legge fallimentare, ma, a causa della crisi del mercato immobiliare, solo una minima parte dei beni immobili era stata venduta. Ora ci si riprova, dopo l'apertura della procedura fallimentare che può riservare scenari imprevedibili: il prezzo, grazie all’asta, potrebbe infatti schizzare verso l’alto a seconda che ci siano più o meno offerte. E, nel frattempo, punti nevralgici della città potrebbero modificare il proprio volto».
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